ROMA - “Zone d’ombra“: è l'incipit, l'idea-guida della nona edizione del Mese del teatro di Radio3, a cura di Antonio Audino e Laura Palmieri, ed è l’occasione per raccogliere in trenta giorni una visione della scena contemporanea attraverso produzioni Rai e spettacoli ospitati, sia registrati che in diretta. E quello che si vuole proporre agli ascoltatori con "Tutto Esaurito" è un teatro che abbia a che fare con i temi della società contemporanea, proprio perché - si legge in una nota di Radio 3 "La scena internazionale e quella italiana sono state negli ultimi anni un’importante cassa di risonanza per tutte le tematiche più scottanti dei nostri tempi".
Da E.A. Poe a Jack London. E' per questo che si cercherà di capire, attraverso il linguaggio teatrale, quali siano i disagi e le paure più profonde della nostra società: le "Zone d'ombra", appunto. Si parte dal maestro della narrazione da brivido, che è Edgar Allan Poe, con l’omaggio che gli tributano Ferdinando Bruni e Francesco Frongia in "Una serie di stravaganti vicende", per poi passare a timori più vicini ai nostri giorni, con lo spettacolo di Mario Perrotta "In nome del padre", sul rapporto tra padri e figli, in questo momento di continui e veloci cambiamenti. Il rapporto con la natura e il nostro fragile legame con essa, è il tema antico e sempre più attuale, che Francesco Niccolini , insieme a Luigi D’Elia, racconta nella sua riscrittura del romanzo di formazione di Jack London, "Zanna Bianca" della natura selvaggia.
Disagi e timori e il processo alla "Roma bene". Sonono quelli che Arianna Scommegna interpreta e canta attraverso le parole di Piero Ciampi in "… e bastava un’inutile carezza a capovolgere il mondo" , con la regia di Massimo Luconi e l’accompagnamento della fisarmonicista Giulia Bertasi. Riflessioni sull’arte e il teatro, ma anche sul senso della vita, sulla famiglia e sull’amore sono quelle che Jan Fabre ha affidato all’interpretazione di Lino Musella nel suo "Giornale notturno". I temi al femminile, ancora così scottanti e aperti nella nostra società, sono affrontati nello spettacolo di Cinzia Spanò "Tutto quello che volevo - Storia di una sentenza" ( in diretta dalla Sala B di via Asiago, il 23 novembre ), relativo al processo alle liceali della "Roma bene", coinvolte in un giro di prostituzione, o attraverso il racconto della vita appartata e coraggiosa della fotografa Vivian Maier , nel testo dell'autore francese Guillaume Poix "Tutt’intera", realizzato dal duo Bartolini/Baronio, e ancora con la riscrittura contemporanea dell’Ofelia scespiriana realizzata da Viola Graziosi con le musiche di Arturo Annecchino.
Quattro produzioni originali. Il cartellone presenta quattro produzioni originali, create per la rassegna, e sempre in linea col tema portante, di cui due realizzate in collaborazione con il Teatro di Roma e con ERT, che per la prima volta accolgono nel loro cartellone una produzione radiofonica: il 12 novembre, in diretta dal Teatro India di Roma, la prima nazionale di "Lontani bagliori da luoghi oscuri" , radiodramma dell’australiano Andrew Bovell, che Lisa Ferlazzo Natoli riporta in scena dopo il grande successo nella passata stagione di When the rain stop falling , e il 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in diretta la lettura scenica di brani da "La camera di sangue", di Angela Carter nella riduzione di Loredana Lipperini, affidata alle voci di Francesca Mazza, Roberto Latini e della giovanissima Marina Occhionero, vincitrice quest’anno del Premio Virginia Reiter under 35.
"Lotta di negro contro cani" con Antonello Fassari. Le altre due produzioni coinvolgono due dei nomi più interessanti della giovane regia italiana: Giorgio Sangati, che firma la regia di "In alto mare", apologo grottesco sulla democrazia del polacco Slawomir Mrozek, autore a cui è dedicata anche una importante sezione d’archivio, e Gianluca Merolli, che mette in scena in diretta dalla Sala M uno dei testi più dolorosi sui nostri tempi "Lotta di negro contro cani", di Bernard Marie Koltés, affidanto il ruolo di protagonista ad Antonello Fassari
La serata finale con Marco Baliani. Saranno ancora molte le dirette aperte al pubblico dalla piccola Sala M e dalla più grande Sala B di Via Asiago, che continuano ad indagare le "zone d’ombra" del mondo contemporaneo : dal monologo di Rémi De Vos , autore ancora non abbastanza rappresentato sui nostri palcoscenici, Per tutta la mia vita ho fatto solo cose che non sapevo fare interpretato e diretto da Ciro Masella, al progetto di Fanny e Alexander dedicato a Primo Levi , alla serata finale del 30 novembre dedicata al teatro di Marco Baliani.
Da E.A. Poe a Jack London. E' per questo che si cercherà di capire, attraverso il linguaggio teatrale, quali siano i disagi e le paure più profonde della nostra società: le "Zone d'ombra", appunto. Si parte dal maestro della narrazione da brivido, che è Edgar Allan Poe, con l’omaggio che gli tributano Ferdinando Bruni e Francesco Frongia in "Una serie di stravaganti vicende", per poi passare a timori più vicini ai nostri giorni, con lo spettacolo di Mario Perrotta "In nome del padre", sul rapporto tra padri e figli, in questo momento di continui e veloci cambiamenti. Il rapporto con la natura e il nostro fragile legame con essa, è il tema antico e sempre più attuale, che Francesco Niccolini , insieme a Luigi D’Elia, racconta nella sua riscrittura del romanzo di formazione di Jack London, "Zanna Bianca" della natura selvaggia.
Disagi e timori e il processo alla "Roma bene". Sonono quelli che Arianna Scommegna interpreta e canta attraverso le parole di Piero Ciampi in "… e bastava un’inutile carezza a capovolgere il mondo" , con la regia di Massimo Luconi e l’accompagnamento della fisarmonicista Giulia Bertasi. Riflessioni sull’arte e il teatro, ma anche sul senso della vita, sulla famiglia e sull’amore sono quelle che Jan Fabre ha affidato all’interpretazione di Lino Musella nel suo "Giornale notturno". I temi al femminile, ancora così scottanti e aperti nella nostra società, sono affrontati nello spettacolo di Cinzia Spanò "Tutto quello che volevo - Storia di una sentenza" ( in diretta dalla Sala B di via Asiago, il 23 novembre ), relativo al processo alle liceali della "Roma bene", coinvolte in un giro di prostituzione, o attraverso il racconto della vita appartata e coraggiosa della fotografa Vivian Maier , nel testo dell'autore francese Guillaume Poix "Tutt’intera", realizzato dal duo Bartolini/Baronio, e ancora con la riscrittura contemporanea dell’Ofelia scespiriana realizzata da Viola Graziosi con le musiche di Arturo Annecchino.
Quattro produzioni originali. Il cartellone presenta quattro produzioni originali, create per la rassegna, e sempre in linea col tema portante, di cui due realizzate in collaborazione con il Teatro di Roma e con ERT, che per la prima volta accolgono nel loro cartellone una produzione radiofonica: il 12 novembre, in diretta dal Teatro India di Roma, la prima nazionale di "Lontani bagliori da luoghi oscuri" , radiodramma dell’australiano Andrew Bovell, che Lisa Ferlazzo Natoli riporta in scena dopo il grande successo nella passata stagione di When the rain stop falling , e il 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in diretta la lettura scenica di brani da "La camera di sangue", di Angela Carter nella riduzione di Loredana Lipperini, affidata alle voci di Francesca Mazza, Roberto Latini e della giovanissima Marina Occhionero, vincitrice quest’anno del Premio Virginia Reiter under 35.
"Lotta di negro contro cani" con Antonello Fassari. Le altre due produzioni coinvolgono due dei nomi più interessanti della giovane regia italiana: Giorgio Sangati, che firma la regia di "In alto mare", apologo grottesco sulla democrazia del polacco Slawomir Mrozek, autore a cui è dedicata anche una importante sezione d’archivio, e Gianluca Merolli, che mette in scena in diretta dalla Sala M uno dei testi più dolorosi sui nostri tempi "Lotta di negro contro cani", di Bernard Marie Koltés, affidanto il ruolo di protagonista ad Antonello Fassari
La serata finale con Marco Baliani. Saranno ancora molte le dirette aperte al pubblico dalla piccola Sala M e dalla più grande Sala B di Via Asiago, che continuano ad indagare le "zone d’ombra" del mondo contemporaneo : dal monologo di Rémi De Vos , autore ancora non abbastanza rappresentato sui nostri palcoscenici, Per tutta la mia vita ho fatto solo cose che non sapevo fare interpretato e diretto da Ciro Masella, al progetto di Fanny e Alexander dedicato a Primo Levi , alla serata finale del 30 novembre dedicata al teatro di Marco Baliani.