Spettacoli

È morto Antonello Falqui, il papà del varietà televisivo

Aveva 94 anni, la notizia del decesso data con un singolare post sui social. Ha firmato alcuni degli spettacoli di più grande successo della tv italiana

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ROMA - “Sono partito per un lungo lungo lungo viaggio, potete venire a salutarmi lunedì 18 novembre alle 11 alla chiesa di Sant’Eugenio a viale Belle Arti a Roma...Mi raccomando, niente fiori… Al loro posto, se volete, potete aiutare l'associazione QuintoMondo Animalisti Volontari Onlus...P.s.: perdonate Jimmy, Matteo e Luca se non vi hanno avvisato prima....”.  Antonello Falqui, 94 anni, regista e autore televisivo, saluta così il suo pubblico, dopo aver regalato alla storia il varietà perfetto, dal Musichiere a Canzonissima.

Tanti l’hanno ricordato, da Fiorello a Raffaella Carra’, da Rita Pavone ai fan di Mina, fino a Pippo Baudo che ha raccontato come fosse stato Falqui a fargli il provino appena arrivato a Roma. D’altra parte Falqui ha portato in tv tanti personaggi poi diventati celebri e indispensabili al nostro immaginario. Mina, (‘l’incomparabile’, l’aveva chiamata) ma anche le gemelle Kessler, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Franca Valeri, Nino Manfredi, Bice Valori. 

Nato nel 1925, si iscrisse a giurisprudenza ma poi scelse di iscriversi al centro sperimentale per diventare regista. Nel 1950 fa L’ aiuto regista con Curzio Malaparte per il film 'Cristo proibito'. Alla Rai arriva nel 1952, dove comincia con dei documentari. Il suo primo successo fu Il Musichiere, condotto da Mario Riva, in onda dal 1957 al 1960. Poi Canzonissima (1958, 1959, 1968, 1969), Studio Uno (1961, 1962-63, 1965 e 1966) e Milleluci nel 1974.

Da regista tv ha lavorato anche con Alberto Lupo e Gabriella Ferri, Gigi Proietti e Milva. Il varietà, tutto il suo varietà, riassunto nella sua definizione: “è nato come svago, come evasione: divertirsi e passare il tempo piacevolmente vedendo qualcosa di elegante”. Qualcosa di elegante.