Spettacoli

Enrico Brignano, cinque serate di show. "Sarò breve, non cambiate canale"

Il 22 settembre su Rai 2 primo appuntamento con 'Un'ora sola vi vorrei', musica e comicità con l'attore romano. "Cerchiamo di fare l'essenziale, vogliamo concentrare i temi come nei video che stanno sul web"
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Una sfida contro il tempo, protagonista il peso massimo dei comici italiani, Enrico Brignano: torna in tv con un nuovo one man show, che va controcorrente in un panorama di programmi maratona. L'attore si mette alla prova con Un’ora sola vi vorrei, cinque prime serate di un’ora, in onda da martedì 22 settembre su Rai 2. Con – oltre alla comicità – tanta musica, suonata e ballata. Più una serie di ospiti a sorpresa.

Tutto Brignano in 5 puntate di un’ora. Praticamente un Brignami.
Potrebbe essere, si. Una sorta di Brignano concentrato. “Qb”, quanto basta. La mia preoccupazione è di non stancare il pubblico: in tv ti trovano quando la accendono o magari cambiando canale, a differenza del pubblico a teatro che invece ti cerca, esce di casa ed è dovuto diventare cintura nera di parcheggio. Dimenticavo: paga il biglietto. Per di più in televisione negli ultimi anni ci si dilata molto nell’orario, con il rischio di annacquare il discorso. Invece stavolta cerchiamo di fare l’essenziale, è una sfida controtendenza. Vogliamo concentrare i temi come nei video che stanno su internet. Per fortuna la Rai ci ha affidato carta bianca. Anzi riciclata, così rispettiamo l’ambiente. 

Con chi se la prende stavolta nei suoi monologhi al graffio?
Se avessi il potere di prendermela con qualcuno e suscitare dei cambiamenti lo farei molto spesso. Come comico, ma anche come padre, sento il dovere morale di smuovere il piattume, di sparigliare le carte. Con gli autori cerchiamo degli argomenti interessanti, che tocchino la realtà quotidiana. Oggi abbiamo un problema comune che tocca milioni di persone. E anche chi non è stato toccato da drammi ha visto cambiare le piccole abitudini. Ci laviamo le mani più volte al giorno, prima qualcuno non lo faceva mai. Va di moda il saluto con il gomito, una volta era quasi negativo. Ma non ci possiamo abituare: sta cambiando tutto e l’ultima indicazione vuole che ci si saluti mano sul cuore come i patrioti. In più da un lato abbiamo i negazionisti, dall’altro i virologi preoccupantisti.

E lei? Ottimista o pessimista?
Stiamo ottimisti, abbiamo gettato non solo il cuore oltre l’ostacolo, ma anche l’ostacolo. Ma il problema è che la depressione ha preso il sopravvento e quindi il riso serve come non mai. Anche perché fino a due stagioni fa la società si era abituata a essere sempre e solo ottimista, dai mercati finanziari in giù. Ora si rischia il cortocircuito con tutta questa preoccupazione. Ma la comicità e l’ironia sono da sempre medicine importanti. Anche in guerra. Solo che in questo caso si sono chiusi i teatri, invece negli anni 40 erano aperti e i grandi comici erano molto attivi. Anche se la censura colpiva duro. Una volta al Teatro Valle Totò disse delle cose contro il regime. Poco dopo fu messa una bomba all’entrata artisti. E Totò si è dovuto nascondere per un po'. Ma resta il fatto che il comico con l’arma dell’ironia e la spada della comicità stempera le tensioni sociali. E forse è pure più comunicativo di qualche scienziato.

Certo, il riso fa buon sangue. Lei di che gruppo sanguigno è?
Non lo so, mai fatto analisi. Ma di sicuro è sangue caliente, sono un puzzone come dicono a... South Kensington.