X Factor, le lacrime e la gioia della meglio gioventù
Ernesto Assante
Terza puntata delle Audition, in realtà una finestra su un pezzo di cultura giovanile italiana. Ragazzi pieni di speranze che con la musica cercano una svolta alla loro vita
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Sono finite in crescendo le audizioni di X Factor, un crescendo per i quattro giudici, sempre più a loro agio, sempre più in grado di definire i propri ruoli e, a dire il vero, molto ben amalgamati tra di loro. E un crescendo anche per la musica, quasi sempre buona, alle volte addirittura ottima, che ha spazzato via la noia e fatto tornare il programma alla sua forma migliore. Le audizioni sono in realtà una finestra aperta su un pezzo di cultura giovanile italiana, uno spaccato di realtà che, per quanto sia limitato a un'area particolare, quella di chi ha il desiderio, il sogno, la speranza di esprimersi con la musica, offre un'immagine d'insieme decisamente interessante. È ovvio che gli autori, portando alcuni e non altri alle audizioni, vogliano dare di X Factor una sana immagine inclusiva, ma allo stesso tempo la realtà che presentano va molto al di là delle loro scelte perché fotografa quello che tanti già sanno ma che la televisione in primis, il cinema e ancor più il teatro, fanno fatica a mettere in scena.
X factor: Edda, in arte Eda Marì, dal dolore alla musica. Conquista i giudici
Tra i ragazzi italiani saliti sul palco per provare ad accedere alla fase successiva del talent c'erano italiani di Moldavia e Burundi, italiani della Sicilia e del Trentino, italiani con la pelle nera e albini, italiani alti, bassi, grassi, magri, maschi con gli orecchini e donne con la testa completamente rasata, ragazzi tatuati e educatissime ragazze adolescenti. C'è chi arriva da realtà periferiche e difficili in cerca di riscatto e chi ha fatto l'università ma vuole andare altrove. È una bella gioventù quella che vediamo nello show, anche perché il livello medio si è alzato moltissimo ed è difficile per i giudici mandare a casa anche chi, in altre edizioni in altri anni, sarebbe probabilmente addirittura arrivato in finale. È una gioventù piena di speranze, che non si lamenta quando viene eliminata e non se la prende con i giudici, che piange con emozione vera, che soffre prima di salire sul palco, che cerca di comunicare non tanto ai giudici, quanto a se stessi, che ha delle doti, che ce la può fare, che la vita può essere cambiata, anche solo per i tre minuti dell'esibizione.
Emma
Certo, per molti questo sogno resterà tale, anzi l'illusione, perché di questo si tratta, durerà ancora qualche settimana, ma in una situazione come quella che stiamo vivendo, l'idea che da qualche parte qualcuno dia ascolto ai ragazzi, anche se per poco, anche se per gioco, anche se solo per un talent show, non ci sembra poi così male. E i quattro giudici i ragazzi li ascoltano davvero, Emma si commuove spesso, ma anche Manuel Agnelli ogni tanto ha gli occhi lucidi, i giudici si emozionano, partecipano, cercano di non maltrattare nessuno (lo fanno gli autori non tagliando un "pretèndino" detto da una concorrente, lasciando l'errore senza alcun motivo all'interno della puntata se non quello di far fare la figura dell'ignorante a chi l'ha detto), alle volte sbottano come ha fatto Emma davanti allo sbadiglio di un concorrente, ma tendenzialmente sono empatici, simpatici, accoglienti, comprensivi, cose che ovviamente si possono permettere alle audizioni visto che non sono ancora in competizione tra loro e le discussioni, quindi, possono approdare spesso a un punto di vista comune.
Emma ha conquistato definitivamente il centro della scena, Mika sta vestendo per ora i panni del rigore, con giudizi più severi di quelli degli altri, Agnelli è meno personaggio e più a suo agio nel confrontarsi anche con musiche e artisti molto lontani dalla sua sensibilità e Hell Raton, "Manuelito", nonostante la sua giovane età, non solo non è in soggezione rispetto agli altri tre giudici, anzi riesce alle volte anche a condizionare il "mood" della scrivania a forma di X e far cambiare il punto di vista ai suoi colleghi.
Yellow Monday
La terza puntata è stata musicalmente molto ricca, senza eliminazioni discutibili, con tutti i limiti e i pregi messi in evidenza nelle puntate precedenti. Emersi subito, con il passaggio degli ottimi Yellow Monday, che hanno portato una cover di Harry Styles e si sono ottimamente messi in luce; al contrario esatto, subito dopo, Angel, altrettanto bravo, che ha portato un bel brano originale ma che se avesse cantato una cover avrebbe corso seri rischi di eliminazione. Non c'è regola, dunque, e come abbiamo già detto nelle puntate precedenti, questo è un bene perché dalla confusione (che è un limite del formato) i giudici hanno cercato di tirar fuori la qualità (che è "il" pregio del programma).
X factor, Roccuzzo canta 'Promettimi' di Elisa e Emma si commuove
Da segnalare qualche storia avvincente, come quella di Roccuzzo, commovente e bravissimo nel cantare, molto da reality i problemi con la mamma di CmqMartina, Cecilia che oltre a saper cantare suona benissimo la chitarra, la straordinaria storia di riscatto di Blind, davvero molto bravo, ma in generale non c'è nessuno tra quelli che hanno passato il turno che non l'abbia meritato. Ora ci sarà la terribile, ingiusta, incomprensibilmente "violenta" - perché basata sull'antico meccanismo "mors tua vita mea" - selezione delle "sedie", l'unico momento veramente inaccettabile dell'intero meccanismo di selezione di X Factor, che quando era in un'arena con la folla dava veramente l'impressione del Colosseo mentre adesso, temiamo, farà solo tristezza. Poi l'attenzione sarà davvero solo sulle canzoni, sulle voci, sui talenti. Alla ricerca di quel "qualcosa" che potrebbe fare la differenza e portare fino alla fine del percorso.