Piero Angela torna su RaiPlay con SuperQuark+: "I miei brevi racconti di scienza"
Rita Celi
Il decano dei divulgatori scientifici, che compirà 92 anni il prossimo dicembre, presenta la nuova edizione del programma con dieci nuovi appuntamenti. "Non sono uno scienziato, il mio compito da oltre 50 anni è quello di spiegare bene le cose". E sul Covid-19 dice: "Ci vorrebbe l'esercito"
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"Ho cominciato a perdere i capelli dall'età di 20 anni ma poco alla volta, è stato un lento stillicidio". Con molta ironia Piero Angela introduce così la puntata dedicata alla Biografia dei capelli, una della nuova serie di SuperQuark+ che torna su RaiPlay dal 6 ottobre con dieci nuovi e brevi appuntamenti monografici dedicati ad argomenti legati alla quotidianità e di grande interesse. Cominciando dai capelli appunto: "C'è qualche novità per farli ricrescere? Il servizio sarà breve perché non c'è molto di nuovo, anche se la ricerca va avanti" prosegue il decano dei divulgatori scientifici, che aggiunge: "C'è una consolazione: gli uomini pelati sarebbero più virili ma non è vero, come ha dimostrato uno studio australiano. Una soluzione per i più giovani è quella di raparsi a zero, perché almeno è di moda".
Una nuova stagione di SuperQuark+ che arriva un anno dopo la prima edizione di cui segue le tracce ma con molte innovazioni, come spiega Piero Angela presentando il pacchetto insieme alla direttrice di RaiPlay, Elena Capparelli. A cominciare dal sottotitolo, Brevi racconti di scienza. "Abbiamo nuovi effetti grafici e uno studio virtuale più ricco" spiega il giornalista, "e la mia presenza è più continua per legare i servizi in modo da essere più un racconto, come suggerisce il titolo". Dieci argomenti per ognuna delle puntate che parlano di cose quotidiane, per incuriosire un pubblico più ampio. "Argomenti molto vicini ai problemi del pubblico, per esempio quello dei capelli. Ma si parla anche di chirurgia estetica, genetica, psicologia. E di aria verticale" spiega con la consueta semplicità e chiarezza, "l'aria è come un oceano e noi siamo sul fondo, come i pesci in mare non possiamo uscire". E ancora si parlerà di nuove frontiere del Dna e di cibi del futuro, di gravità con la puntata Perché la Terra non si rompe, i problemi da superare per poter vivere sulla Luna e le conseguenze dal punto di vista biologico, sociale ed economico di vivere fino a 120 anni, i nuovi materiali e gli universi sconosciuti.
"Gli occhiali della scienza per vedere ciò che di solito non si riesce a vedere". Piero Angela
"Il nostro obiettivo è raccontare le cose ma raccontarle bene" sottolinea Piero Angela elogiando il lavoro dei cinque giovani ricercatori e divulgatori che lo hanno accompagnato in questa nuova avventura online, Davide Coero Borga, Giuliana Galati, Luca Perri, Edwige Pezzulli e Ruggero Rollini, insieme agli autori storici di SuperQuark. "Lavoro nell'ambito della divulgazione scientifica da più di mezzo secolo" ha ricordato il giornalista, "ho cominciato alla fine del '69, prima facevo il Tg, poi a un certo punto ho preferito occuparmi non di dieci notizie al giorno ma di una notizia per un anno. Da allora ho fatto tanti programmi parlando non solo di scienza ma anche di economia, di Europa, musica e tecnologia. Per secoli e millenni l'umanità è rimasta povera e analfabeta, poi di colpo è tutto cambiato perché la ruota ha iniziato a girare con l'energia e la tecnologia. L'innovazione, la ricerca, le nuove frontiere, l'educazione, la scuola, è la macchina della ricchezza, e io continuo a raccontarlo alla tenera età di quasi 92 anni".
Festival Green&Blue, Piero Angela: "Cambiare le cose nel mondo non è facile, ma solo le persone possono farlo"
Sul Covid e la pandemia Piero Angela ribadisce la sua posizione che ha già espresso in alcuni video pubblicati sui social e in uno speciale disponibile su RaiPlay. "Non sono uno scienziato, io parlo con le persone, leggo e mi informo. Il divulgatore è quello che mette insieme i pezzi per spiegarli e comunicarli nel miglior modo possibile, e non mi stanco di segnalare la pericolosità di questi virus. Quando ha iniziato a girare il Covid 19 ho fatto interventi che hanno avuto milioni di visualizzazioni sul web, ma quello che continuo a ripetere è che bisogna proteggersi. Adesso con l'apertura delle scuole penso che non ci sia abbastanza pressione sul pubblico per far rispettare le regole, molto utili in attesa del vaccino, quindi penso che il nostro dovere di giornalisti scientifici sia quello di spiegare le cose e mettere bene in evidenza la necessità di incentivare il rispetto. Rivolgendosi soprattutto ai giovani, che si sentono invulnerabili, spiegando che non è solo un problema vostro: il vero pericolo è che attacca l'economia, la più colpita da questo virus". E si dichiara favorevole anche all'eventuale intervento delle forze dell'ordine: "L'esercito in campo per far rispettare le norme di sicurezza sanitaria? Secondo me è utile. Questo è un virus mortale. Non si può dover chiedere 'per favore, mettete le mascherine'. Quelli che non le usano sono degli untori, soprattutto se sono stati ben informati. Non dico di far mettere in galera chi non porta la mascherina ma far rispettare le regole, questo sì".