Spettacoli

X Factor, finalmente siamo in gara. Ma c'è qualcosa che non ci piace

Non che non lo fosse già la settimana scorsa, con la presentazione di tutti gli inediti in concorso ma è stato il secondo live che ha chiarito meglio quali siano le forze in campo
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E finalmente la gara è cominciata. Non che non lo fosse già la settimana scorsa, con la presentazione di tutti gli inediti dal vivo, ma è stato il secondo Live che ha chiarito meglio quali siano le forze in campo, quali le intenzioni dei giudici quale il "verso" che ha preso la trasmissione dopo la presentazione dei dodici inediti. Quindi? È il solito X Factor? Non proprio, anzi per niente, non foss'altro per l'assenza di Cattelan, costretto ad abbandonare il ruolo di comandante a causa del Covid, "presente" in maniera virtuale nei primi minuti del programma e poi sostituito da Daniela Collu, che fa del suo meglio ma di mestiere, per il momento, non fa ancora la showgirl. Ma non è tanto l'assenza di Cattelan a far girare il programma in un altro modo, quanto la musica: è la prima delle serate di cover e i repertori scelti da i quattro giudici per le esibizioni del loro concorrenti sono tutt'altro che pop e quando apparentemente lo sono gli arrangiamenti sono tali da mettere ogni velleità popolare in secondo piano.

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In alcuni casi le scelte "impopolari" sono ovvie, necessarie e sagge, come quella di mettere Sabotage dei Beastie Boys nelle mani dei Little Pieces of Marmalade, che la interpretano con notevole potenza e sagacia, in altri al contrario lo sono di meno. Con Blind si è riproposto il problema delle cover e dei rapper e della forzatura del formato imposta da Anastasio: Blind ha in teoria cantato Piece of your heart di Meduza, ma solo in teoria, perché dell'originale è rimasta parte della base e il resto era completamente nuovo. Agnelli ha sottolineato che tutti dovrebbero fare delle cover, Emma ha risposto che i rapper che fanno cover non hanno senso e il dibattito si è chiuso lì. Ma è evidente che, come era stato nel caso di Anastasio, la riscrittura in toto delle canzoni è un problema, che pone chi si "limita" a fare delle cover in una posizione di diversità di valutazione rispetto a chi, alla fin fine, propone costantemente degli inediti.

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Potremmo dire che anche Naip ha fatto altrettanto, perché del pezzo di Gigi D'Agostino, Bla bla bla è rimasto assai poco nella sua versione ai Live, ma in questo caso il problema non era tanto nella libera interpretazione del brano, ma nel fatto che Naip sta facendo gara a se stante, partecipando a un altro programma, perché almeno nelle prime due esibizioni dei live ha presentato cose talmente distanti dal concetto stesso di "canzone" che è difficile, anche in questo caso, poterlo paragonare agli altri concorrenti.

Più "tradizionali" quindi sono apparse le esibizioni di Mydrama, che ha puntato sul messaggio e l'interpretazione di Bella così, o CmqMartina, che ha messo in elettronica il Battisti di Il mio canto libero, decisamente convincenti sono stati sia Blue Phelix che Vergo, mentre la voglia di essere troppo originali ha mandato a sbattere i Manitoba, con una versione decisamente fuori tono sotto ogni punto di vista dei Ramones di I wanna be sedated.

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Molto brava come sempre Casadilego, anche se sempre dentro lo stesso schema interpretativo. Rischio che corrono anche i Melancholia, sempre molto bravi, ma decisamente chiusi in un modello che speriamo si apra a soluzioni diverse nelle prossime puntate. E poi Santi, destinato due volte al ballottaggio, salvato dai giudici, carino, giovane, certamente acerbo ma simpatico e divertente quanto basta per meritare il nostro sostegno, anche se si deve confrontare con un pacchetto di concorrenti ben più preparati e agguerriti e ha poche possibilità di sopravvivenza.

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E i giudici? Emma è apparsa troppo nervosa, Hell Raton lavora molto bene con i suoi artisti e sulle scelte musicali ma non riesce ancora a trovare una dimensione personale nei giudizi, Manuel Agnelli si muove ormai con consumata sicurezza sui propri territori e si lascia volentieri sorprendere dalle scelte altrui mentre Mika è, per il momento, il cuore della giura, quello che cerca di dare i giudizi più strutturati e completi, motivando ogni scelta e decisione e dando consigli a tutti i concorrenti. Puntata interessante, dunque, ricca di spunti per l'evoluzione futura del programma, criticabile solo, se ci è consentito, su una cosa: i vestiti dei concorrenti. Capiamo fino in fondo le necessità dello spettacolo, ma alcuni ragazzi sono abbigliati in maniera assurda e ridicola, si potrebbe fare di meglio senza perdere originalità, smalto e charme, rendendoli meno finti e chiaramente non a loro agio.