Spettacoli

X Factor, l'edizione senza regole dove ogni parere è insindacabile

Come si può paragonare un inedito come quello cantato da Santi, e che tutti hanno ascoltato per la prima volta, con La cura di Franco Battiato cantata da Vergo? Semplicemente non si può
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Il bello delle regole è che possono essere cambiate. Il bello dell’assenza di regole è che vale tutto, che ogni scelta personale è insindacabile, perché non c’è regolamento che possa impedirla. Diventa quindi francamente difficile, in questa versione di X Factor, per chi è a casa e deve decidere come votare, chi mandare al ballottaggio, chi preferire, scegliere chi è più bravo e chi no e su quale base farlo. Come si può paragonare un inedito come quello cantato da Santi, e che tutti hanno ascoltato per la prima volta, con La cura di Franco Battiato cantata da Vergo? Semplicemente non si può, non c’è verso, anche mettendoci il massimo della buona volontà. E come è possibile, ragionevolmente, valutare un inedito come quello dei Little Pieces of Marmalade con “pesarlo” con la stessa bilancia che si usa per valutare Blind? Il gusto personale, è ovvio, è l’unico metro con il quale valutare le esibizioni che abbiamo visto nella terza puntata di X Factor, non esiste regola alternativa, non c’è un metro ufficiale sul quale poter, ragionevolmente, mettere un artista accanto a un altro.

E questo è diventato ormai il tratto dominante del programma, che però rende i giudizi dei giudici sempre meno interessanti e fondamentali, perché è impossibile che un esordiente, che ha già presentato un brano inedito due settimane fa, possa presentare un altro inedito “memorabile”, come ha detto Agnelli commentando, ad esempio, l’esibizione di Blue Phelix. Insomma è difficilissimo districarsi tra i giudizi dei quattro “coach”, e capire davvero che trasmissione sia diventata quella che vediamo cambiare ogni settimana sotto i nostri occhi. È una scommessa, interessante, nuova, diversa da ogni altra che abbiamo visto in TV e, francamente, non ricordiamo nessun altro programma che propone canzoni nuove, inedite, una settimana dopo l’altra. Ma è una scommessa irreale, irragionevole, perché è assurdo chiedere a dei ragazzi che arrivano per la prima volta su un palco così importante e difficile, di avere canzoni nuove, inedite e buone ogni settimana, ma anche una si e una no. E come andranno avanti fino alla finale dopo aver presentato due inediti in tre settimane? Se faranno altri inediti dovranno avere brani all’altezza, qualitativamente parlando, ed è obiettivamente difficile, se faranno cover sembreranno al lavoro su qualcosa di meno impegnativo, personale, interessante.

Bene, staremo a vedere. Ma nel frattempo com’è andata la terza puntata? Molto bene, perché in alcuni casi il secondo giro di inediti è addirittura migliore del primo. E’ certamente così nel caso di CMQMartina, che convince con un pezzo personale, moderno, dance e interessante, è altrettanto il caso di Blind, che ha un pezzo che regge perfettamente il confronto con quello dell’esordio, persino il povero Santi (inutilmente maltrattato dai giudici, francamente) ha portato un singolo perfettamente a fuoco, divertente e ben suonato. Sempre molto ben calibrati i Little Pieces of Marmalade, mentre assolutamente eccellente Vergo, l’unico a portare una cover, scelta con particolare attenzione, arrangiata e cantata molto, ma molto bene, La cura di Franco Battiato, senza nemmeno giocare, finalmente, con l’autotune. Inediti anche nel secondo giro, con Blue Phelix in bella evidenza, mentre MyDrama francamente non è all’altezza del brano prodotto da Tha Supreme, mentre N.A.I.P. è stato più convincente della settimana scorsa, ma continua a fare una gara a se stante, non paragonabile a nulla di quello che fanno tutti gli altri, difficilissimo da valutare in termini di “gara”, le sue proposte sono veramente solo sue, lontane dal mainstream, dall’indie, persino all’avanguardia, produce musica ma non canta, scrive testi ma non canzoni, è a X Factor ma ogni sera propone cose che non un talent, uno show televisivo di prima serata, persino con uno spettacolo alternativo, hanno davvero poco a che fare.

Bravissima, nel tono, nel canto, nell’impostazione, Casadilego, come sempre al di sopra della media degli altri concorrenti, mentre il brano è forse meno brillante di quelli proposti nelle settimane precedenti. I Melancholia si sono messi alla prova con una cover degli Idles, certamente interessante ma, visto che si tratta di una cover, non all’altezza dell’originale. Al ballottaggio va come al solito Santi, nonostante abbia proposto questa settimana un inedito di buonissimo livello, e per la prima volta Blue Phelix, costringendo Emma a dover scegliere tra uno dei suoi ragazzi, ricordandoci che alla fine di una gara si tratta, non di un festival, non di un concerto. E sceglie Blue Phelix, cosa che fanno anche gli altri giudici (tranne Manuel ma solo per giusta cortesia), consegnando il giovanissimo cantautore emiliano all’eliminazione. È un  programma difficile da intepretare, diverso ogni settimana, è una sorta di grande esperimento musicale e televisivo, che costringe anche chi come noi ha seguito X Factor fin dalla prima puntata della prima edizione, a guardare lo show con con occhi diversi da quelli con i quali si guarda la televisione musicale abitualmente. Bisogna fare uno sforzo, metterci una quota di impegno, X Factor non è più una serata d’intrattenimento, con delle cover interessanti proposte da artisti nuovi, ma un laboratorio, televisivo e musicale, con tutti i rischi che aprire un laboratorio comporta. Ma anche con la possibilità di scorprire, fuori dalle regole del passato che ormai sono completamente dimenticate, di scoprire qualcosa di nuovo sul piccolo schermo.