Davanti a Mario Draghi hanno fatto un passo indietro. Lui è peggio di me doveva andare in onda la scorsa settimane, ma Rai 3 ha cambiato il palinsesto per ospitare lo speciale dedicato al premier incaricato e alle consultazioni, così la coppia formata da Marco Giallini e Giorgio Panariello debutta giovedì 11 febbraio. Primo sit-show della tv: due studi, due artisti che dialogano – il comico toscano con scrivania da talk, l’attore romano in un loft con cucina – e si scambiano gli ospiti.
Panariello è stato protagonista dei grandi show di Rai 1, ha collezionato personaggi pop, girato l’Italia con gli amici di una vita, ora approda su Rai 3.
“Io considero che ci sia un unico pubblico e che le persone scelgono. Certo ho fatto tante cose su Rai 1 e su Canale 5. Ora sono su Rai 3: chi ama la musica e l’ironia verrà sulla terza rete. Troveranno contenuti”.
Come sarà il programma?
“Il format è questo: Marco e io andiamo in onda la stessa sera, allo stesso orario, ma in due studi diversi. Faremo uno 'sit-show': siamo due vicini di casa che convivono. C'è una zona franca, un corridoio, dove ci incontriamo, ma l'idea è che ognuno fa da sé e Dio per tutti".
Com’è andata con Giallini?
“La difficoltà – come raccontiamo nello show per finta – è che lui non ha mai fatto televisione. Al cinema non è abituato a guardare la macchina da presa, gli abbiamo dovuto dire: ‘Il tuo pubblico è a casa’”.
Cosa le piace di lui?
“Ho voluto conoscere Marco a una cena perché lo stimavo, ci legano tante cose. Marco aveva voglia di fare una cosa musicale televisiva. Io lo stesso: sarà uno spettacolo diverso, ospiti, musica e amici. E’ una sorta di 'late show' anticipato, in prima serata”.
Con gli ospiti come funziona?
“Quelli della prima puntata sono Marracash, Kasia Smutniak, Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Paola Turci, Piero Dorfles, Marco Travaglio e Filippo La Mantia. Si divideranno tra i due padroni di casa. Puntiamo su ospiti che sono anche amici – da Carlo Conti a Pieraccioni, da Vinicio Marchioni a Edoardo Leo – perché cercheremo di raccontarci la verità. L'idea è anche quella di coinvolgere i protagonisti di Rai 3 e di scherzare sul tasso di intellettualità della rete”.
Ha detto subito: niente satira politica, niente attualità.
“Farò i monologhi, ma staremo lontani da ciò che ci accade intorno, perché vogliamo strappare un sorriso. Cambia tutto rapidamente, è difficile seguire quello che succede. Non siamo in diretta, il programma è registrato. Poi la realtà supera la fantasia”.
Pensa alla crisi di governo?
“Certo. Se in passato avessimo ipotizzato una crisi politica durante la pandemia, con gente strapagata che non riesce a mettersi d'accordo e a prendere tre decisioni, il pubblico si sarebbe fatto una grande risata".
Lui è peggio di me può diventare un format?
“Secondo me è un esperimento che può essere periodicamente riproposto: si può fare con una cantante ‘lei è peggio di me’, con un gruppo ‘loro sono peggio di me’. La formula si può applicare a tutto, può essere divertente".
Le piacerebbe girare un film con Giallini?
"Inizialmente avevamo pensato proprio al cinema. Sarebbe un onore, mi darebbe l'occasione di fare il salto di qualità che sto cercando, ammiro Marco per la disinvoltura nel passare dai ruoli drammatici a quelli comici. Di una cosa sono certo: la nostra coppia non scoppierà perché ci stimiamo. Non facciamo una gara, nessuna voglia di primeggiare"
Non avete il pubblico e anche il Festival di Sanremo dovrà farne a meno.
"È difficile fare un monologo senza avere la reazione immediata degli spettatori, doverne fare a meno per me inizialmente è stato uno shock, alle prove mi hanno confortato le risate dei pochi addetti ai lavori in studio. Il Festival l’ho fatto e il pubblico dell’Ariston fa paura ma ti stimola. Capisco Amadeus e Fiorello, ma sarà una sfida. Sanremo è lo specchio dell’Italia, e il teatro vuoto è esattamente quello che è l’Italia nel momento in cui il festival va in onda”.
Che pensa dei teatri chiusi?
“Che è scandaloso. Con tutte le precauzioni andrebbero riaperti. Chiudono i teatri, ma negli alberghi vanno in scena cene e feste. A Milano ci si assembra sui Navigli, a Roma c’è la folla in via del Corso. Credo che oggi sia più rischioso fare shopping e bere un aperitivo piuttosto che assistere a uno spettacolo teatrale distanziati e indossando la mascherina".