Era la madre che trascinava il piccolo Totò in Nuovo cinema paradiso di Giuseppe Tornatore, film che vinse l’Oscar nel 1990. Antonella Attili è apparsa in tanti film e fiction. Col ruolo di Agnese, madre che sfida le regole nella soap di Rai 1 Il paradiso delle signore, è diventata popolarissima. Interpreta Marilù, la proprietaria del ristorante dei sogni in Màkari, la serie con Claudio Gioè giornalista-detective, che stasera su Rai 1 indaga sulla morte misteriosa di un cugino, ex promessa del calcio. "Mi prendono spesso per pugliese o siciliana" dice Attili, "mi fa piacere perché le lingue si imparano, soprattutto i dialetti: e bisogna parlarli bene. Mi arrabbio quando qualche collega storpia le parole".
Romana, classe 1963, spopola sui social per i monologhi, esilaranti, a Propaganda Live su La7: il primo sulle donne, il secondo sul sesso. "Con Diego Bianchi avevo girato Arance&martello, abbiamo mantenuto un rapporto di stima reciproca" racconta l’attrice, con l’aiuto di Makkox, che è geniale, abbiamo buttato giù qualche idea. Era la prima volta che facevo la stand up comedy, la diretta fa paura anche se sei lì senza pubblico. Quello sul sesso, argomento di cui nessuno parla, ha colpito molto perché si rideva di cose reali; persino il farmacista mi ha raccontato i fatti suoi. Abbiamo ironizzato su un problema comune: fidarsi. Prima c’era il brivido dell’incontro, ora c’è il brivido e basta".
Con Tornatore ha girato anche Stanno tutti bene e L’uomo delle stelle, ma l’emozione per Nuovo cinema Paradiso è indimenticabile: "Quando siamo andati a Cannes non avevo neanche l’abito. Philippe Noiret mi disse: “Antonella, però un vestito te lo potevi comprare”. La seconda vita è partita dalla Croisette, ho vissuto un sogno. Ma sapevo che Nuovo cinema Paradiso era una storia potente; girare a Palazzo Adriano fu un’esperienza totalizzante. Tornatore era testardo, combattivo, pieno di talento; era la scommessa della vita e la voleva vincere".
Antonella Attili è stata diretta, tra gli altri, da Pupi Avati, Ettore Scola, Margarethe von Trotta, Fatih Akin, Stefano Sollima, Antonello Grimaldi. Racconta con ironia che quando la incontrano le dicono: "Ah, ma è anche una bella donna... La trasformazione è fondamentale, per questo siamo attori" spiega, "quando sono al trucco penso: cambiatemi, non importa come vengo. Ho iniziato da ragazza a recitare, mi sono impegnata, è essenziale distinguere tra personaggio e interprete. Se porti in scena te stesso non ha senso, la naturalezza deve essere l’obiettivo ma è il massimo dell’artificio". Il ruolo di Agnese Amato del Paradiso delle signore le ha regalato la popolarità. "In età adulta la affronti con tranquillità. Mi sono chiesta: da attrice che uso devo fare dei social? Fare le storie con le cremine che mi ragalano? La credibilità è al primo posto per un’artista, se no quando parli non ti crede più nessuno. Quindi l’unico uso, per me, è sostenere le buone cause. Per un anno sarò ambasciatrice di Terre des hommes, per i bambini e le famiglie abbandonati in Siria a loro stessi". Ha lavorato con grandi autori, chi ricorda in modo particolare? "Scola, il mio mentore, persona di rara intelligenza. Mi ha regalato il ruolo della prostituta Wanda nel suo ultimo film Che strano chiamarsi Federico dedicato a Fellini. E’ stato un grande punto di riferimento, sapeva sempre cosa dire. Ci mancano le sue parole".