Spettacoli

Tre anni senza Fabrizio Frizzi, il sorriso che manca a tutti

Tre anni senza Fabrizio Frizzi, il sorriso che manca a tutti
Il 26 marzo 2018 moriva il conduttore. Aveva 60 anni. Il pubblico è cresciuto con i suoi programmi, da 'Pane e marmellata' a 'L'eredità'
2 minuti di lettura

Un lutto collettivo. Un’ondata di dolore che travolse tutti: quando è morto Fabrizio Frizzi, il 26 marzo di tre anni fa, ognuno gli ha riservato un pensiero, una preghiera, un saluto, una carezza. Ognuno a suo modo. Perché quel ragazzone gentile, morto a 60 anni, dopo aver combattuto con la malattia, era diventato “uno di famiglia” per milioni di italiani.

Era impossibile non volergli bene. Un uomo d’altri tempi, diceva chi ha lavorato con lui, umile, garbato, sorridente, anche nei momenti più difficili. Negli studi Rai che oggi portano il suo nome, Frizzi è rimasto nel cuore di chi gli ha voluto bene. È il 23 ottobre 2017 quando viene colto da un malore, un’ischemia, durante la registrazione di una puntata del quiz L'Eredità. Viene ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma e dimesso alcuni giorni dopo. Girano voci preoccupanti, lui torna in tv a dicembre. "L'Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico - scherza con Vincenzo Mollica annunciando che riprende il programma - Sento che l’adrenalina mi aiuta a stare meglio".

Credeva nella ricerca, non mancava mai alle maratone di Telethon, combatteva per la moglie Carlotta Mantovan e per le piccola Stella (nata nel 2013), il suo capolavoro. Insieme sull’altalena, al parco giochi. “Perché sono diventato padre da grande” raccontava “e me la voglio godere”. Ne parlava con l’amico Carlo Conti, anche lui diventato papà, anzi “babbo” di Matteo, da adulto. “Stella mi chiama Babboconti, come se fosse tutto attaccato. Mi chiamava così anche Fabrizio, adesso continua a farlo lei”. Di amici ne aveva tanti, la definizione più usata da chi l'ha conosciuto, è la stessa: “Una persona perbene”. Senza retorica, lo era. Settantatre programmi – da Pane e marmellata a I fatti vostri, da Scommettiamo che? a Luna park, Miss Italia, Tale e quale - non bastano per raccontarlo. Perché Fabrizio era speciale in tv ma prima nella vita, grato di quello che aveva avuto e pronto a restituirlo. Nel 2000 con un gesto nobile e generoso, la donazione del midollo osseo, salva la vita a Valeria Favorito di Erice (Trapani), all'epoca bambina. “Un'esperienza bellissima e particolare che lascia un segno molto profondo e ti rende consapevole di quanto importante sia il dono della vita'' disse il conduttore, testimonial dell'Associazione donatori di midollo osseo (Admo). Ha sempre vissuto con pudore il suo impegno. Per Valeria, nata nell' '88, la vita ricominciò dopo la diagnosi di leucemia mieloide acuta. Anni di attesa per un donatore compatibile, finalmente da Roma arriva la conferma. Qualcuno dichiara: “Sono pronto”. È Fabrizio Frizzi.

C’è l’Italia che lo seguiva tutte le sere, in fila, a rendergli omaggio nella Sala degli arazzi della Rai, in Viale Mazzini, dove viene allestita la camera ardente. Anziani e studenti, colleghi, nonne, nipotini e i figuranti, il pubblico dell’Eredità che era seduto in studio, ad applaudirlo e incoraggiarlo. Le persone che gli erano state vicine, lo avevano visto stringere i denti, sorridere e gli ultimi tempi, stanco, sempre più affaticato. Un dolore corale, come l’abbraccio.