Non solo Passioni. Anche se l’opzione ‘religiosa’ e penitenziale è una presenza ancora ineludibile, preponderante (come in decenni lontani accadeva alla radio) da anni, oramai, la programmazione concertistica "pasquale" e classica guarda meno al calendario liturgico. E lo specchio attuale rappresentato dal palinsesto web-televisivo, si adegua. Tra oggi e domani, lo sfoglio ragionato, quindi forzosamente abbreviato, dei cartelloni virtuali italiani (tutto disponibile sui siti dei teatri e delle orchestre) può essere suddiviso tra eventi che debuttano, alcuni dal vivo, alcuni registrati qualche ora prima ma mai diffusi pubblicamente, e altri che per contenuto o etichetta meritano l’attribuzione pasquale, e sono stati proposti nei due giorni precedenti.
Tra questi, le Passioni eseguite il Venerdì Santo. La segnalazione d’obbligo, per longevità di proposta e qualità dei complessi stabili di laBarocca, gli ensemble storici della Verdi di Milano "bachizzati" al meglio da Ruben Jais è per la Passione secondo Giovanni che è stata eseguita nel Duomo di Milano. Rossini e Stabat Mater arrivano in diretta dal Massimo di Palermo, affidati al giovanissimo Michele Spotti. Altri Stabat Mater, Vivaldi e quello celeberrimo di Pergolesi, oltre al capolavoro di Haydn, Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla Croce punteggiano il formidabile triduo pasquale imbandito dalla Toscanini di Parma sotto il frontespizio “La Passione. Segni che restano”, e distribuito in alcuni luoghi storico-emblematici cittadini: l’Abbazia di San Giovanni Evangelista (per lo Stabat vivaldiano diretto da Federico Maria Sardelli) e la Chiesa di San Girolamo, Certosa di Parma (per i concerti diretti da Enrico Onofri). L’esecuzione delle Sette Parole di oggi è un liturgia resa teatrale in cui sacralità e passione civile si intrecciano: nell’adattamento drammaturgico di Andrea Chiodi, gli interventi recitati previsti dalla partitura saranno affidati a un coro di testimoni (due studentesse, volontari della Protezione Civile, un’infermiera, un docente universitario in pensione, una giovane allieva della Scuola di Polizia Penitenziaria, una volontaria della C.R.I., una donna incinta, un medico), "frammenti di società, segni generosi di volontariato e di impegno, testimoni-simbolo di un dramma e la volontà di superarlo da parte di una nazione intera".
Effetto semiubiquità mediatica per Zubin Mehta che dirige nel Duomo di Orvieto il Coro e l’Orchestra del Maggio Musicale (su Rai 5) nella Messa dell’Incoronazione e nel mottetto “Ave verum corpus” di Mozart (esecuzione registrata a porte chiuse il 22 marzo) e domenica, ore 20, in streaming sul sito e sui canali Facebook e YouTube del Teatro alla Scala la Sinfonia n. 3 in re maggiore Di Schubert e la Sinfonia n. 9 di Bruckner. Altro capolavoro classico ma poco noto è la Via Crucis (14 stazioni della Croce per soli, coro e pianoforte) di Liszt diretta da Alessandro Marangoni col Coro dell’Almo Collegio Borromeo diretto da Marco Berrini (su YouTube). La proposta apre la serie di concerti in cui solo il coro e i rispettivi maestri a fare da protagonisti. Dalla sala del Bibiena del Comunale di Bologna, domenica ore 17.30, Alberto Malazzi impagina brani di carattere sacro, liturgico e spirituale di Vivaldi, Mozart, Schubert e Mendelssohn. In replica, dalla Scala, il suo maestro Bruno Casoni accosta Arvo Pa?rt (Salve Regina), Elgar (Ave Verum Corpus, Ave Maria, Ave Maris Stella) e il bellissimo Requiem Maurice Duruflé. Mentre la collega del San Carlo di Napoli sale sul podio per La petite messe solennelle di Rossini (sul sito del Teatro San Carlo).
Per tornare, concludendo, a Johan Sebastian Bach ma senza riferimenti sacri, dal teatro Ristori di Verona, domenica pomeriggio ore 17.00, il Concerto di Pasqua prevede un vivace programma col Verona Baroque Consort, Roberto Loreggian e Marco Vincenzi.