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Serena Bortone 

Le signore della tv: "Basta con i teatrini, siamo dalla parte del pubblico"

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Dalla mattina alla sera una squadra di donne racconta l'Italia, da Serena Bortone a Luisella Costamagna, Barbara Palombelli, Myrta Merlino e Tiziana Panella
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Sono diversissime tra loro, le signore della tv generalista che in questo lungo anno hanno tenuto tutti i giorni compagnia al pubblico. Ascolti alle stelle, i programmi quotidiani si sono rivelati fondamentali durante la pandemia e ora che si vede la luce in fondo in tunnel. Dalla mattina alla sera, una squadra di donne ha raccontato l'Italia, facendo informazione e intrattenendo, da Eleonora Daniele che con Storie italiane su Rai 1 ha puntato sulla cronaca e i casi irrisolti a Luisella Costamagna che con Agorà, tutte le mattine su Rai 3, ha seguito agenda politica e pandemia. "È stata un'esperienza importante", dice la giornalista che continuerà fino al 25 giugno per poi tornare in autunno, "Agorà è una trasmissione da prima serata in onda la mattina: segue l'attualità, un impegno per cui ringrazio la mia squadra e la rete. L'agenda è stata scompaginata dal covid, è stato l'anno dei virologi e …

Sono diversissime tra loro, le signore della tv generalista che in questo lungo anno hanno tenuto tutti i giorni compagnia al pubblico. Ascolti alle stelle, i programmi quotidiani si sono rivelati fondamentali durante la pandemia e ora che si vede la luce in fondo in tunnel. Dalla mattina alla sera, una squadra di donne ha raccontato l'Italia, facendo informazione e intrattenendo, da Eleonora Daniele che con Storie italiane su Rai 1 ha puntato sulla cronaca e i casi irrisolti a Luisella Costamagna che con Agorà, tutte le mattine su Rai 3, ha seguito agenda politica e pandemia. "È stata un'esperienza importante", dice la giornalista che continuerà fino al 25 giugno per poi tornare in autunno, "Agorà è una trasmissione da prima serata in onda la mattina: segue l'attualità, un impegno per cui ringrazio la mia squadra e la rete. L'agenda è stata scompaginata dal covid, è stato l'anno dei virologi e della responsabilità. Sono secchiona, studio. Il racconto deve essere corretto, penso al caso AstraZeneca: il vero editore è sempre il pubblico, a maggior ragione in Rai".

Luisella Costamagna 
Serena Bortone, approdata su Rai 1 con Oggi è un altro giorno, ha condotto Agorà fino all'estate 2020. Facendo il salto ha costruito un rotocalco tra spettacolo, libri e politica, mix gradito al pubblico. "La cosa che inorgoglisce me e il mio gruppo è aver dato un'informazione a 360 gradi, anche politica, e essere stati ripagati dagli ascolti. Abbiamo portato in tv la voglia di rinascita del Paese" dice Bortone, "sono venuti quasi tutti i finalisti del premio Strega, non è vero che gli scrittori non fanno ascolti. Sono fiera dell'empowerment femminile, credo nell'intelligenza e nella forza delle donne. Non ero un volto popolare di Rai 1, mi sono circondata di visi amati: Memo Remigi, Jessica Morlacchi, il campione dell'Eredità Massimo Cannoletta. Il nostro è artigianato televisivo, la prima regola è l'empatia, mai porsi al di sopra dello spettatore". Nel suo stile di conduzione, le mani accompagnano le parole: "La tv è specchio di quello che sei, per essere liberi e felici bisogna essere autentici. Sono me stessa, se dovessi controllare il gesticolio sarei finta, preferisco tenermi i miei difetti".

Barbara Palombelli 
Su Rete 4 con Stasera Italia e Forum, Barbara Palombelli non ha dubbi: "Resterà come l'anno in cui la politica ha ceduto il passo ai tecnici, abbiamo visto crollare il governo gialloverde e giallorosso. I sindaci per piacere a tutti non devono aver toccato i partiti, come se fossero radioattivi. Di fronte a un'emergenza la politica non ce la fa, mentre la tv ha costruito". "In questo anno difficile" spiega la giornalista, "ho sentito la responsabilità di andare in onda sempre. Mediaset è diventata una Asl, tamponi, prelievi, siamo stati molto attenti. L'obiettivo era informare e possibilmente dare sempre una buona notizia. La tv quotidiana è un banco di prova, non puoi fingere. Io poi non ho né cartelli, né auricolari, né copione. Mi metto in gioco: avendo fatto Matrix con Enrico Mentana, so che bisogna prepararsi, poi c'è la diretta, le cose succedono. Gli ospiti hanno capito lo spirito senza risse: da me si entra e si esce salutandosi".

Myrta Merlino 
Lilli Gruber tiene il timone di Otto e mezzo su La7, l'appuntamento più seguito, e la rete regina dell'informazione può contare su Myrta Merlino con L'aria che tira tutte le mattine: "Il livello di stress è stato alto" ammette, "con la redazione che lavorava da remoto e un ospite ogni tanto: ma siamo andati in onda con ritmi identici occupandoci del covid, economia, politica e del mondo reale. Considero un dovere morale seguire i cassintegrati, da me tutti trovano ascolto. Quest'ultimo anno e mezzo ha cambiato il modo di fare televisione, ho deciso di essere me stessa fino in fondo, una scoperta. Oggi mi emoziono, mi commuovo e mi arrabbio, penso che la tv debba dare un po' di verità. Basta col teatrino. Le donne mi hanno scritto migliaia di mail, ho voluto far sentire la loro voce e continuerò a farlo: hanno pagato il prezzo più alto nella pandemia".

Tiziana Panella 
I giovani inviati Elena Testi e Alessio Schiesari in giro per l'Italia - in studio Alessio Orsingher - Tiziana Panella dice che la squadra è fondamentale: con Tagadà prende la linea il primo pomeriggio su La7. "Ho avuto due vite, della conduttrice e dell'inviata" racconta la giornalista, che il 24 giugno proporrà Tagadà speciale in prime time, "Questo anno e mezzo mi ha fatto rivivere l'esperienza del Kosovo, quando vai a seguire una guerra non c'è separazione tra la vita e quello che accade. Così in studio e a casa con mia figlia, vivevo lo stesso tempo sospeso di chi chiamava in trasmissione, l'ansia degli inviati. Un tempo unico, totalizzante. Il vaccino ci ha liberato". Si è messa dalla parte del pubblico. "Rispetto alla pandemia avevo bisogno di capire, se non sai le cose devi affidarti, si è creata una compagnia di giro con chi condivide il modo di raccontare. Lo spirito è: 'Non siete soli e non voglio sentirmi sola'. Questo ha fatto sì che venisse meno il dibattito politico, parlavano i presidenti di Regione o i sindaci perché succedeva un fatto. Quando ragioni in termini di ascolti sei viziato dalle tue lenti: questo funziona, questo no. Se c'è un progetto vero passa, ci siamo messi al servizio del pubblico e la risposta c'è stata".