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(fotogramma)

Raffaella Carrà, quell'ombelico che spaventò l'Italia

Star assoluta della televisione non solo nostra, di un tempo in cui la popolarità e il successo si guadagnavano con la bravura, l’impegno, la fatica, le rinunce, la Carrà, come la si chiamava, ha resistito nel cuore della gente per decenni, fino alla fine
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Ballo ballo, un film spagnolo (Explota explota, in inglese My heart goes boom, recente e stupidino-carino, l’ha appena celebrata con la colonna sonora tutta di sue celebri canzoni, cantate e ballate però da altri, e lei, la Raffaella di pochi mesi fa, alla fine sbuca dal fianco dello schermo, ridente come sempre, con la frangia bionda di sempre, vestita di rosso, che muove la mano per salutare: come se dicesse, "grazie" e "ciao a tutti, me ne vado". Se ne è andata, non all’improvviso, ma conoscendo la sua fine: e come tutti gli eventi della sua vita personale, l’ha tenuta tutta per sé, perché anche morire, come amare, non può avere pubblico, è il più privato dei segreti, dei muti colloqui. E forse ha voluto sino all’ultimo non sentirsi già rimpianta o anche, come succede adesso a tanti, già dimenticata, prima ancora di diventare cenere. Nella speranza invece di sapersi ancora att…

Ballo ballo, un film spagnolo (Explota explota, in inglese My heart goes boom, recente e stupidino-carino, l’ha appena celebrata con la colonna sonora tutta di sue celebri canzoni, cantate e ballate però da altri, e lei, la Raffaella di pochi mesi fa, alla fine sbuca dal fianco dello schermo, ridente come sempre, con la frangia bionda di sempre, vestita di rosso, che muove la mano per salutare: come se dicesse, "grazie" e "ciao a tutti, me ne vado". Se ne è andata, non all’improvviso, ma conoscendo la sua fine: e come tutti gli eventi della sua vita personale, l’ha tenuta tutta per sé, perché anche morire, come amare, non può avere pubblico, è il più privato dei segreti, dei muti colloqui. E forse ha voluto sino all’ultimo non sentirsi già rimpianta o anche, come succede adesso a tanti, già dimenticata, prima ancora di diventare cenere. Nella speranza invece di sapersi ancora attesa, attesa per sempre, per rallegrare con il suo perfezionismo l’attuale mediocrità di quel che viene chiamato, chissà perché, intrattenimento. Ed evitare, sin quando possibile, la parola 'cordoglio' pronunciata da troppa gente a cui non importa niente.

Star assoluta della televisione non solo nostra, di un tempo in cui la popolarità e quindi il successo si guadagnavano con la bravura, l’impegno, la fatica, le rinunce, la Carrà, come la si chiamava, ha resistito nel cuore della gente per decenni, tuttora amata: cominciando a lavorare a 8 anni, attrice bambina in un film dal titolo terribile, Tormento del passato e poi lavorando tutta la vita, come non si fa più, perché è fatica ma anche perché non sei abbastanza bravo per durare più di un Sanremo o di un X Factor, e non basta la gonna di lamé per farti divo.

Nella sua carriera instancabile Carrà ha venduto 60 milioni di dischi, ne ha vinti 22 di platino, è in televisione dal 1961 ed è il personaggio che ha raccolto il maggior numero di spettatori con Carramba! Che fortuna del 1996, 14 milioni, 66% di share; e poi centinaia di trasmissioni da sabato sera, pubblicità, film, serate, in Italia, Spagna, Sudamerica dove è un idolo ed ha girato film che noi non abbiamo visto. L’anno scorso gli inglesi avevano frainteso la sua malizia per famiglie eleggendola 'sex-symbol europeo' e addirittura 'icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso'. Se aspettavamo lei, per dire, eravamo ancora qui a chiederci come si farà? Fraintendimento che in Italia si era verificato molti anni fa, quando in una Canzonissima del 1969 cantando e ballando nella sigla Ma che musica maestro aveva osato apparire con un millimetro di ombelico esposto! E vescovi e buoni padri di famiglia che ritenevano le donne creature del diavolo, la giudicarono pericolosa (anche il suo Tuca tuca). Cioè si tentò di imputare alla giovane Raffaella dal corpo quasi infantile la colpa di indurre le altre ragazze, che invece già sulle spiagge si mostravano in bikini con assoluta felicità, di diffondere anche tra i giovani più pii, pensieri peccaminosi con necessità di confessione, cioè tutta una storia che riguardava i maschi tentati e non le donne tentatrici. Mai star fu invece più integerrima della nostra Raffaella Carrà: canzoni vispe ma caste, vita personale mai esibita, il suo Japino fidanzato e poi fraterno amico, niente foto discinte o video sporcaccioni. Niente mariti, niente figli. Solo canzoni e lavoro, e denaro, tanto, giustamente. E a confermare la sua innocenza, la passione sfrenata per lei degli omosessuali, quelli che un tempo adoravano Wanda Osiris, e che hanno premiato più volte anche me.