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Raffaella Carrà, Manuel Vilas: "Con la gioia e i colori riaccese la Spagna dopo gli anni bui"

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I ricordi dello scrittore: “Tutti, uomini e donne, avremmo voluto sposarla”
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Sono in Galizia e mi arriva la triste notizia della morte di Raffaella Carrà. La Spagna è in lutto perché è morta una delle sue artiste più amate. È morta Raffaella Carrà e la Spagna era innamorata di lei. Un innamoramento che cominciò negli anni 70. Ero un adolescente la prima volta che vidi Raffaella alla televisione spagnola. Quella donna era libera, diversa, piena di vitalità. Era bella senza ostentazione. Cantava canzoni che esaltavano la passione amorosa. Ballava con spontaneità, parlava uno spagnolo pieno di fascino, parlava uno spagnolo dove tutte le parole erano pronunciate con bontà. Il suo corpo era leggero, flessibile, sembrava fare magie con il suo corpo di giunco.

E poi c’era il suo sorriso. Un sorriso enorme che rappresentava un trionfo della vita. Quanto le volevamo bene.

Io mi innamorai di lei. Era sensuale, intelligente, amabile, era una regina. Ci innamorammo tutti di lei. Ci saremm…

Sono in Galizia e mi arriva la triste notizia della morte di Raffaella Carrà. La Spagna è in lutto perché è morta una delle sue artiste più amate. È morta Raffaella Carrà e la Spagna era innamorata di lei. Un innamoramento che cominciò negli anni 70. Ero un adolescente la prima volta che vidi Raffaella alla televisione spagnola. Quella donna era libera, diversa, piena di vitalità. Era bella senza ostentazione. Cantava canzoni che esaltavano la passione amorosa. Ballava con spontaneità, parlava uno spagnolo pieno di fascino, parlava uno spagnolo dove tutte le parole erano pronunciate con bontà. Il suo corpo era leggero, flessibile, sembrava fare magie con il suo corpo di giunco.

E poi c’era il suo sorriso. Un sorriso enorme che rappresentava un trionfo della vita. Quanto le volevamo bene.

Io mi innamorai di lei. Era sensuale, intelligente, amabile, era una regina. Ci innamorammo tutti di lei. Ci saremmo sposati tutti con lei: gli spagnoli si sarebbero sposati con lei, e le spagnole pure. Volevamo stare con lei, rendeva la vita migliore. Uscivamo dalla lunga, triste, orribile notte del franchismo e ci ritrovammo con Raffaella, che finì per simboleggiare la vita a colori della democrazia spagnola. La fine degli anni 70 ci portò la libertà politica e le canzoni di Raffaella Carrà.
Nelle discoteche e nelle sale da ballo degli anni 70 e 80, a Madrid, Siviglia, Barcellona, Valencia, Saragozza, Murcia, Santa Cruz de Tenerife, Santiago de Compostela, Ibiza, Granada, in tutte le città e paesini risuonavano le canzoni di Raffaella. La televisione era importante, perché lì usciva fuori la bionda accessibile. Proprio così: Raffaella era la bionda vicina, la bionda che noi spagnoli ci potevamo permettere. Marilyn Monroe non ce la potevamo permettere, ma Raffaella sì, perché Raffaella era nostra, perché era della nostra misura, perché la capivamo e lei capiva noi, perché rideva come noi e amava come noi. Noi spagnoli vedemmo in lei una forma di pienezza, la identificammo con la nostra giovane democrazia e con la nostra nuova voglia di vivere, dopo la dittatura.

Credo che non ci rendessimo nemmeno conto che era italiana. Era la bellezza di cui avevamo bisogno. Artiste come Raffaella Carrà dimostrano quanto sia forte il rapporto che esiste fra Spagna e Italia. Nessuno vedeva Raffaella come un’italiana che trionfava in Spagna. Era nostra, semplicemente. Sì, forse non era nata in Spagna, ma nessuno in Spagna avrebbe detto che Raffaella Carrà era straniera. Questo miracolo di identificazione sentimentale fra Spagna e Italia ha una dimensione politica che non abbiamo mai saputo esplorare, ma che esista questo matrimonio culturale fra i due Paesi è sicuro.

Ricordo mio padre e mia madre, alla fine degli anni 70, che guardavano Raffaella Carrà in televisione che cantava in spagnolo. Ma non ci importava se cantava in spagnolo o in italiano. Credo che ci piacesse di più quando cantava in italiano. Perché lo spagnolo e l’italiano erano la stessa lingua quando cantava Raffaella. Italia e Spagna si trasformavano nello stesso Paese grazie a lei. Fu un grande miracolo di comunione sentimentale fra due culture sorelle. Mia madre era ipnotizzata da Raffaella Carrà, vedeva tutti i suoi programmi in tivù.

Tutti i giornali spagnoli, tutti i mezzi di comunicazione di ogni parte della penisola iberica, dalle radio alla televisione, hanno dato come prima notizia la morte di Raffaella Carrà. In Spagna, Twitter e Facebook piangono la morte di Raffaella. I giovani spagnoli sanno chi era Raffaella perché i loro genitori hanno trasmesso ai figli questo lascito sentimentale.

Mi ricordo dei suoi vestiti pieni di paillettes, delle sue braccia, delle sue mani, del suo ombelico, dei suoi occhi, del suo eterno sorriso. E ora Raffaella si è trasformata in un angelo della nostra memoria. Non è più con noi, ma il suo ricordo non sparirà mai dal mio cuore.
Milioni di spagnoli come me ti hanno voluto bene, Raffaella, perché ci hai regalato il tuo sorriso incommensurabile. Ti abbiamo voluto bene. Ci hai voluto bene. Raffaella Carrà, per sempre nel cuore della Spagna. Raffaella è stata la Spagna, è stata la libertà e la vita. Raffaella Carrà: la fidanzata di Spagna.
(Traduzione di Fabio Galimberti)