Piero Pelù e l'amicizia con Raffaella Carrà: "Una ragazzaccia rock che ha rotto tanti tabu"
di Ernesto Assante , di Ernesto Assante"La prima volta che l'ho incontrata era all'inizio del Duemila e da allora è capitato spesso di fare delle cose insieme, divertendoci sempre molto". Piero Pelù, il più amato rocker italiano, andava molto d'accordo con Raffaella Carrà: il diavolo e l'acquasanta avevano in realtà molto in comune, la gioia di vivere, la comunicativa diretta e senza filtri, la passione per il lavoro e per la musica, la voglia di far star bene la gente, "e queste cose ci hanno fatto incontrare".
La prima volta, appunto, lei conduceva una delle sue trasmissioni del sabato sera, "si era innamorata della mia Toro loco e fece di tutto per avermi come ospite in trasmissione. Tanti mi dicevano, 'ma sei pazzo? Che ci vai a fare, cosa c'entri tu con la Carrà' e invece io decisi di andare, se una come la Carrà, un monumento dello spettacolo italiano, voleva me, come potevo dire di no? Scoprii una donna simpatica e…
"La prima volta che l'ho incontrata era all'inizio del Duemila e da allora è capitato spesso di fare delle cose insieme, divertendoci sempre molto". Piero Pelù, il più amato rocker italiano, andava molto d'accordo con Raffaella Carrà: il diavolo e l'acquasanta avevano in realtà molto in comune, la gioia di vivere, la comunicativa diretta e senza filtri, la passione per il lavoro e per la musica, la voglia di far star bene la gente, "e queste cose ci hanno fatto incontrare".
La prima volta, appunto, lei conduceva una delle sue trasmissioni del sabato sera, "si era innamorata della mia Toro loco e fece di tutto per avermi come ospite in trasmissione. Tanti mi dicevano, 'ma sei pazzo? Che ci vai a fare, cosa c'entri tu con la Carrà' e invece io decisi di andare, se una come la Carrà, un monumento dello spettacolo italiano, voleva me, come potevo dire di no? Scoprii una donna simpatica e diretta, andammo d'accordo subito".
E infatti Raffaella lo chiamò, l'anno seguente, come super ospite quando prese la conduzione del Festival di Sanremo, "non si faceva molti problemi, decideva in base ai suoi gusti e capiva perfettamente quelli del pubblico, aveva un modo tutto suo di orientare le antenne e comprendere cosa e come poteva funzionare, era un talento naturale". Talento cresciuto in maniera diversa da quello delle altre soubrette.
The Voice, Bob Sinclar e Raffaella Carrà insieme
Il successo di The Voice era proprio legato al contrasto tra Pelù e Carrà, "era molto competitiva ma solo perché gli piaceva tantissimo giocare", dice ancora Pelù, "si arrabbiava davvero quando perdeva un concorrente o quando un cantante che le piaceva non sceglieva lei come coach. Ma sapeva anche fare squadra, si lasciava prendere in giro e rispondeva sempre a tono".
Pelù in realtà è uno dei molti "baby boomer" cresciuto con la Carrà in televisione, "e molti dei sogni erotici miei e dei miei coetanei la vedevano protagonista assoluta", dice ridendo, "è stata una donna coraggiosa rompendo tanti tabù. Se avesse avuto un amico come me quando era giovanissima, sarebbe diventata una ragazzaccia rock, altro che Tuca Tuca".