'Ballando con le stelle', quante storie: per favore ridateci lo show
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaA Ballando con le stelle le canzoni e musiche su cui si balla non sono originali ma reinterpretate: quindi succede che arriva Al Bano (uno dei molti ultra-ottuagenari in pista, in ogni senso) e mentre lui accenna qualche passetto mandano Nel sole, ricantata. Per cui quando arriva il ritornello Al Bano non resiste, lascia perdere i passettini e va su, di alcuni toni, con la voce, riappropriandosi della canzone.
Volendo, è tutto qui: Milly Carlucci, 16esima edizione, un luogo fisico nel quale si assembrano vip danzanti, giurati, opinionisti, Alessandra Mussolini — presenza scenica di matrice indefinibile — e si va avanti per oltre quattro ore, demolendo ogni resistenza nello spettatore. Il punto due è l’invidia, genuina, che si prova leggendo ovviamente sul web analisi torrenziali della prima puntata, che analizzano il tutto come se fosse un kolossal di Cecil B. De Mille.
A Ballando con le stelle le canzoni e musiche su cui si balla non sono originali ma reinterpretate: quindi succede che arriva Al Bano (uno dei molti ultra-ottuagenari in pista, in ogni senso) e mentre lui accenna qualche passetto mandano Nel sole, ricantata. Per cui quando arriva il ritornello Al Bano non resiste, lascia perdere i passettini e va su, di alcuni toni, con la voce, riappropriandosi della canzone.
Volendo, è tutto qui: Milly Carlucci, 16esima edizione, un luogo fisico nel quale si assembrano vip danzanti, giurati, opinionisti, Alessandra Mussolini — presenza scenica di matrice indefinibile — e si va avanti per oltre quattro ore, demolendo ogni resistenza nello spettatore. Il punto due è l’invidia, genuina, che si prova leggendo ovviamente sul web analisi torrenziali della prima puntata, che analizzano il tutto come se fosse un kolossal di Cecil B. De Mille.
Legittimo, va da sé. Ma restando allo spettatore magari occasionale, resta comunque il rimpianto per il giorno in cui la narrazione (pardon) si è presa davvero tutto e quindi ogni show deve essere una storia dietro l’altra. Anche niente male, ovvio: come il tentativo di redenzione di Morgan, neo-ballerino che prima o poi bisognerà far arrabbiare altrimenti la narrazione stessa ne risente. Il resto, appunto, chissà: se si pensa che Al Bano debba cantare e non ballare, evidentemente si è nel posto sbagliato.
Se si guardano i concorrenti, si rimpiange un qualche show nel quale ognuno fa al meglio quello che sa fare — e ha l’aria di pensarla così anche Pippo Baudo, ospite d’onore. Dopodiché quando si balla ovviamente è tutto più bello. Che il programma attenda però ben altro — polemiche, liti, querele, redenzioni mancate — è altrettanto ovvio, il pubblico lo vuole e l’ipotesi che ormai magari voglia altro non è dimostrabile.