Spettacoli

X Factor, Home Visit: scelte a sorpresa e un meccanismo che non aiuta

I giudici sembrano puntare sulla particolarità dei personaggi, ma qualche decisione ha suscitato perplessità
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I giochi sono fatti, i concorrenti per la fase live di X Factor usciti dalle home visit sono stati selezionati e quindi anche l'ultima puntata "registrata" può essere archiviata, lasciando spazio a X Factor, quello vero, quello dal vivo, con tutte le sue sorprese, le sue tensioni, la sua musica. Diciamolo, nel percorso di rinnovamento del programma, intrapreso da ormai diversi anni, le puntate che servono per selezionare i concorrenti dei live sono meno interessanti dei live, nonostante gli artisti si muovano in libertà, senza alcuna guida o stimolo esterno.

Un meccanismo confuso

Diciamo che il meccanismo, immutato e immutabile, non aiuta: se negli anni passati il confronto tra interpreti era omogeneo, comprensibile, facile da digerire anche distrattamente, adesso è tutto confuso, non solo perché non ci sono più le categorie, ma perché quelli che si presentano ai giudici non sono concorrenti ma artisti, non sono cantanti ma "creators" (se ci si passa il paragone), che hanno, tutti, un progetto che non è mai soltanto musicale. Quelli che si limitano a cantare, anche se lo fanno bene o benissimo, corrono molto più degli altri il rischio di essere eliminati, come ha dimostrato la selezione di Emma ma anche quella di Hell Raton. La puntata di ulteriore selezione di X Factor serve ai giudici per capire meglio chi ha le doti o il potenziale per poter arrivare alla finale, ma con un solo brano per decidere ogni giudice corre il rischio di commettere qualche errore.

Le scelte di Hell Raton

E, a nostro avviso ovviamente, tutti potevano fare qualche scelta più giusta. Hell Raton infatti, ha mandato incomprensibilmente a casa Mira, tenendo invece in squadra un numero troppo elevato di "dropout", di alternativi di nome e di fatto, non considerando che Mira era sufficientemente indie e poteva tenere bene insieme, invece, anche un certo feeling "mainstream" che non sarebbe guastato, chiudendo il trio di concorrenti per i live con Versailles, Karakaz e Edoardo Spinsante.

E quelle di Mika

Mika invece ha scelto, inopinatamente, i Westfalia, che hanno proposto un pezzo confusionario e pretenzioso, mettendo insieme di tutto e di più, lasciando al loro destino i molto più bravi e originali Mombao, che hanno proposto una bella versione di La cura di Battiato. Il trio finale di Mika è stato composto, dunque, da Fellow, i già citati Westfalia e la giovanissima Nika Paris, che ha scelto di cantare Serge Gainsbourg.

Le band di Manuel Agnelli

Manuel Agnelli aveva in teoria una selezione meno complicata, perché aveva due certezze in Erio e Nava. Ma se prima, come prevedibile, ha mandato a casa il pur brano Phill Reynolds, ottimo ma inadatto a un talent (perché è pur sempre un talent, non dimentichiamolo, la gara c'è e arriva fino all'ultima puntata) come X Factor, poi sorprendentemente ha escluso proprio Nava, probabilmente troppo dance per i suoi gusti, dando spazio ai Mutonia che, diciamolo, avevano decisamente sbagliato pezzo per la serata, tagliando a fette Psycho Killer dei Talking Heads. Alla fine Manuel si è tenuto due band, Mutonia e Bengala Fire che suonano sostanzialmente rock, restando nel suo terreno più familiare, affiancandoli al bravissimo e originale Erio.

Il gioco di Emma

Emma ha avuto gioco facile a mandare a casa i Riva, bravi ma non centratissimi, ma anche lei ha sbagliato a mandare a casa Edo, che aveva delle possibilità di farsi valere, tenendo invece Vale LP e gIANMARIA, entrambi debolissimi nelle esibizioni delle home visit, soprattutto Vale Lp. Motivatissima, invece, la scelta di Le Endrigo, che hanno presentato un'eccellente inedito confermando quello che già sono, dei professionisti della nuova musica italiana.

Pronti per i live

Le scelte, per loro natura, sono discutibili, ma in questo caso, comunque, sono state tutte coerenti con il nuovo corso di X Factor. È come se i giudici, preparandosi a dei live che sono ormai un laboratorio sotto forma di talent, abbiano tutti puntato alle "stranezze", alle proposte particolari, non a quello che può "piacere" al grande pubblico ma quello che può consentire a loro di fare scelte particolari, provare delle cose strane, per poter mettere in scena nulla di ovvio e di prevedibile. Ed è bene che sia così, alla fine, nonostante alcuni dei non selezionati avessero doti migliori di quelli passati al prossimo turno, perché i live di X Factor sono ormai un curioso esperimento televisivo, che mette in prima serata la musica come potrebbe essere, non necessariamente come è.

Gli ospiti dei giudici

Per il resto la serata è andata via tranquilla e liscia, gli ospiti, il direttore di Vanity Fair Simone Marchetti, l'attore Marco Giallini, i registi fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo, l'attore Salvatore Esposito, hanno fatto compagnia ai giudici con simpatia, tutti si sono lasciati sorprendere dalla musica, tutti hanno cercato di arricchire gli ascolti dei giudici con qualche consiglio o giudizio, tutti hanno fatto il loro mestiere di ospiti con piacere e passione. Ludovico Tersigni si è, intanto, preso la sua settimana di riposo, come da programma, limitandosi a qualche intervento di alleggerimento qui e la, pronto, crediamo, a stupirci al meglio quando i live gli permetteranno finalmente di essere se stesso e, contemporaneamente, essere un altro. Ovvero il conduttore di X Factor.