Ludovico Tersigni e la sfida di X Factor: "Mi sono portato mamma"
di Ernesto Assante , di Ernesto Assante"Se si tiene conto del fatto che non ho mai fatto il conduttore e che X Factor è uno dei programmi top della tv... sì, posso dire di essere soddisfatto di come sia andata. Non sono mai contento di me, sicuramente ci sono cose che posso e devo fare meglio ma è andata bene". Ludovico Tersigni ha portato a casa l'esordio sul palco di XF nella fase dei live, il battesimo del fuoco senza la rete di sicurezza delle registrazioni. "Per ora sono sopravvissuto, come ho fatto non lo so, ma mi basta" dice ridendo.
Ventisei anni, alle spalle quattro film (l'ultimo La scuola cattolica di Stefano Mordini) e quattro serie tv (Tutto può succedere, Oltre la soglia, Skam Italia, Summertime), successi piccoli e grandi che lo hanno messo in luce come una delle personalità più interessanti dell'ultimissima leva di attori italiani, giovedì sera ha affrontato il…!-->!-->
"Se si tiene conto del fatto che non ho mai fatto il conduttore e che X Factor è uno dei programmi top della tv... sì, posso dire di essere soddisfatto di come sia andata. Non sono mai contento di me, sicuramente ci sono cose che posso e devo fare meglio ma è andata bene". Ludovico Tersigni ha portato a casa l'esordio sul palco di XF nella fase dei live, il battesimo del fuoco senza la rete di sicurezza delle registrazioni. "Per ora sono sopravvissuto, come ho fatto non lo so, ma mi basta" dice ridendo.
Ventisei anni, alle spalle quattro film (l'ultimo La scuola cattolica di Stefano Mordini) e quattro serie tv (Tutto può succedere, Oltre la soglia, Skam Italia, Summertime), successi piccoli e grandi che lo hanno messo in luce come una delle personalità più interessanti dell'ultimissima leva di attori italiani, giovedì sera ha affrontato il difficile compito di superare l'inevitabile paragone con il suo predecessore, Alessandro Cattelan, dieci anni di conduzione, dimostrando a tutti di essersi meritato il posto sulla tolda di comando del talent che prosegue ogni giovedì con i live su Sky e NOW.
Tersigni lo ha fatto con la sua leggera cadenza romana, che non guasta, un atteggiamento poco formale, che aiuta, una buona dose di simpatia, facendo finta che tutto fosse normale. "Avevamo preparato ogni cosa come si deve, mi sono preoccupato solo quando i concorrenti non sono entrati in scena, mi sono detto "e adesso che faccio?". Ma tutto si è risolto nel modo migliore. Emozione tanta, ma la parte più faticosa è stata la giornata, non la serata: aspettare l'inizio è stato straziante".
Com'era inevitabile, il fantasma di Cattelan aleggiava nello studio e Ludovico lo sa: "Al confronto non si sfugge ma non mi sento sotto esame. È un po' come nelle squadre di calcio: nello stesso ruolo arriva un altro giocatore e impone il suo stile di gioco. Non cerco di distanziarmi né di emulare, è stato un maestro e sarà stimolante mettermi alla prova ogni settimana". Ha affrontato XF anche con sorpresa, "non immaginavo una macchina così grande e complessa, con un'organizzazione capillare e una precisione che da casa non si intuisce, frutto del lavoro di tantissime persone. Sono tutti così bravi da far sembrare che le cose siano facili ma non lo sono affatto". La tv in diretta è un mondo nuovo "che sto vivendo profondamente, è un compito particolare, so di dover essere chiaro e cristallino, devo tenere sotto controllo la situazione ma l'improvvisazione aiuta a rendere tutto più vero. Devo seguire il consiglio del mio professore di Filosofia: scegliere la sintesi".
Ludovico Tersigni è il nuovo conduttore di X Factor: la sua reazione quando lo ha scoperto
A dargli man forte per la prima puntata è arrivata la mamma, sorella di Diego "Zoro" Bianchi, con tutta la famiglia: "Alla fine ci siamo abbracciati tutti per cinque minuti, ho scaricato le tensioni". La parola chiave, al di là del lavoro ("meraviglioso") che Tersigni fa con gli autori, è "spontaneità", fondamentale in tutte le sue esperienze da attore e anche nel talent: "Ho sempre cercato di influenzare i testi con la mia personalità, dico continuamente che non sono un buon attore perché riconduco ogni personaggio a me stesso. Ma se è vero che "acting is reacting", è vero anche che in uno show come questo non puoi limitarti a imparare tutto a memoria, devi prendere la palla e rimandarla indietro quando serve. Per ora cerco di condurre e tenere d'occhio le regole, poi capirò come arrivare meglio alla finale, attraverso sette puntate tutte diverse una dall'altra". E con i giudici? "Personalità forti. Fare l'arbitro non è facile, devi capire quando è il momento di una battuta e quando è meglio stare zitto e farmi i cavoli miei. Ma loro sanno come farmi sentire a mio agio e li sto conoscendo meglio ogni giorno di più. Riuscirò a interagire con tutti".