X Factor, secondo live: le pagelle di Ernesto Assante
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteX Factor 2021 non ha picchi in alto, non sorprende, si muove tranquillo tra le onde della musica, offre meno spettacolo e più contenuti. Il che alla fine rende tutto mediamente buono, mediamente interessante, mediamente medio. Per adesso lo show che punta tutto sulla musica, e fa bene, non ha ancora offerto qualcosa di musicalmente interessante. A rischiare di più è Emma, che sposta i suoi concorrenti in territori superpop lontanissimi dalle loro corde sonore, operazione che funziona bene, sorprendentemente, con Vale LP e invece spegne Le Endrigo, mentre mette gIANMARIA alla prova con Jenny è pazza di Vasco Rossi tenta il salto di qualità, e ci riesce. Gli altri si limitano a scegliere canzoni consone, nell’esatto senso del termine, ai diversi artisti e per quanto tutto suoni bene non c’è nulla di veramente entusiasmante, Bengala Fire a parte. Tersigni prende sicurezza e cerca di conquistare spazio, i giudici si tolgono l’aur…
X Factor 2021 non ha picchi in alto, non sorprende, si muove tranquillo tra le onde della musica, offre meno spettacolo e più contenuti. Il che alla fine rende tutto mediamente buono, mediamente interessante, mediamente medio. Per adesso lo show che punta tutto sulla musica, e fa bene, non ha ancora offerto qualcosa di musicalmente interessante. A rischiare di più è Emma, che sposta i suoi concorrenti in territori superpop lontanissimi dalle loro corde sonore, operazione che funziona bene, sorprendentemente, con Vale LP e invece spegne Le Endrigo, mentre mette gIANMARIA alla prova con Jenny è pazza di Vasco Rossi tenta il salto di qualità, e ci riesce. Gli altri si limitano a scegliere canzoni consone, nell’esatto senso del termine, ai diversi artisti e per quanto tutto suoni bene non c’è nulla di veramente entusiasmante, Bengala Fire a parte. Tersigni prende sicurezza e cerca di conquistare spazio, i giudici si tolgono l’aureola e provano a dare giudizi e consigli sensati, critici quando serve, e questo aiuta alla narrazione della storia, che fila via liscia fino all’eliminazione finale.
Le Endrigo - A far l’amore comincia tu
Celebrare la Carrà in versione pop/punk potrebbe anche essere un’idea divertente, ma il pezzo, A far l’amore comincia tu, alla fine non è esattamente divertente. Sono bravi, suonano e cantano come si deve, ma il risultato è abbastanza medio. Mika si sente addirittura disturbato, ed è troppo, Hell Raton non è convinto, tutti pensano siano solo dei paraculi ma francamente non si capisce la paraculaggine dove sia. Manuel dice la cosa giusta, la cover è media. Di certo il tono superbuonista della scorsa puntata sembra scomparso dal tavolo dei giudici. Voto: 6
Baltimora – Parole di burro
Prendendo tra le mani una canzone così difficile, Baltimora fa bene e male, dimostra di non avere toni soffici o sottili quando dovrebbe averne e quindi sbarella un po’ nell’inizio e nella parte centrale, con anche un inutile vibrato, su un arrangiamento elettronico e essenziale, per poi diventare se stesso e cambiare la canzone di Carmen Consoli "urlandola" nel suo stile, ottenendo un bel risultato interpretandola bene e con personalità. Voto: 7
Fellow – Sign of the times
Pezzone di Harry Styles, interpretato al meglio delle sue possibilità, con un buon crescendo. E visto che non arriva alle note alte, sfrutta una buona tecnica per passare al falsetto. Fa comunque bella figura anche se rimane molto fedele all’originale. Voto: 6 ½
Mutonia - Closer
Senza maglietta va meglio, ma gli occhiali a cuore mancano ancora. Il vestito da sposa è così così (nonostante la doverosa spiegazione di Manuel), perché francamente inadatto al cantante Matteo che, come dice giustamente Mika, lo veste ma non lo interpreta. Sì, vabbè, il look è discutibile, ma i Mutonia (complice un arrangiamento in cui sono decisamente più di tre) fanno bella figura musicalmente, masticando a dovere la musica di Trent Reznor e dei Nine Inch Nails e il cantante la canta veramente bene. Voto: 7 ½
Vale LP - Dove sta Zazà
Una pura follia far cantare il pezzo di Cutolo e Cioffi del 1944 alla ventunenne Vale LP. Una follia che alla fine, con tutti i limiti del caso, permette alla giovanissima di dare il meglio di sé, evitando la pericolosissima macchietta nella quale poteva rimanere incastrata, e di cantare, caricando il giusto, sfilandosi dalla guittagine e dall’imitazione della Ferri. Canta bene, molto meglio della settimana scorsa, meno ovvia che rimanendo nel territorio indie pop, sostanzialmente inutile, del brano inedito della prima puntata live. Voto 6 ½
Westfalia – Hey Ya
L’arrangiamento "depotenziato" di Hey Ya non aiuta la band, che per quanto riesca a confermare la sua qualità, la raffinatezza del suono e l’approccio del tutto musicale, non ottiene un risultato particolarmente brillante. Cercano di divertire, ma ci riescono solo in parte. Voto: 5 ½
Al ballottaggio, come è giusto che sia, vanno i Westfalia, prima dell’apparizione di Chiello. Chiello gioca a fare Sid Vicious, canta, ogni tanto urla, cade, fa il "mostro non mostro" con una bella sfilza di tatuaggi, e il gioco dei musicisti intercambiabili non è niente male: Chiello ha una discreta attitudine punk, ha un bell’album uscito da poco e che gli ha già permesso di diventare un personaggio di successo nonostante sia un vero esordiente.
Erio – Limit to your love
Non rischiando di portarlo fuori dal seminato, Manuel propone il pezzo giusto per la dimensione particolare di Erio. L’inizio è insicuro, poi prende le misure e si inserisce in un mood, quello immaginato da Rodrigo D’Erasmo e Manuel Agnelli che forse accentua troppo il tono drammatico facendo perdere dolcezza. Ma il risultato è buono, più che buono. Voto: 7
Karakaz – Sexy Back
Tutto va molto meglio, la scelta di rileggere Justin Timberlake con la smerigliatrice è decisamente quello che serviva ai monolitici Karakaz. Il cantante urla come sempre, non riuscendo a uscire dalla gabbia del proprio stile, ma dovendo mettersi alla prova con qualcosa di diverso riesce a essere più convincente. Così come la band, che suona bene e duro. Non c’è motivo di cambiarli, sono una band hard’n’heavy e quello sanno fare. Per chi ama il genere. Voto: 6 -
Nika Paris – Come
Anche Mika rischia poco con Come e Nika Paris se la gioca al meglio, confermando il suo stile e le sue doti. Manuel usa "parole sante" come sottolinea Tersigni, e dice che la giovanissima Nika è brava ma deve conquistare l’arte mollando il mestiere. Mika si risente, e ha ragione anche lui, perché i 16 anni di Nika sono comunque magia. Voto: 6 ½
gIANMARIA – Jenny è pazza
Scommessa vinta, gIANMARIA prende un Vasco Rossi di oltre quaranta anni fa e lo porta perfettamente nella contemporaneità, interpretandolo in una maniera del tutto personale, senza rimandare a Vasco in nessuna maniera. Un risultato decisamente molto interessante. Voto: 7 ½
Bengala Fire – A town called malice
A parte il fatto che Manuel Agnelli merita il paradiso solo per aver fatto ascoltare al pubblico di X Factor un capolavoro assoluto come A town called malice dei Jam, i Bengala Fire si confermano come la cosa più interessante e ben messa dell’intera stagione. Non sbagliano un colpo e fanno bene a eseguire in maniera sanamente scolastica il brano, tenendone vito lo spirito nel pieno degli anni Duemila. Bravi e basta. Voto: 8
Versailles - Fantasma
Sapendo benissimo che era a rischio di eliminazione, Hell Raton gioca il tutto per tutto facendo cantare a Versailles un pezzo chiave della storia del rock italiano ma tutt’altro che popolare, spostandolo, mettendoci dentro l’autotune, l’indie pop, l’elettronica e persino un pizzico di "spoken word". E alla fine le doti di Versailles vengono fuori al meglio. Voto: 7
E’ però lui che va al ballottaggio, scontrandosi con i Westfalia. Scontro nel quale ha gioco facile con la sua Truman show visto che questa settimana non era truccato e vestito in maniera insensata, e i giudici lo mandano alla prossima puntata con tutte le buone ragioni del caso.
Si parte per l'appuntamento della prossima settimana, che si aprirà con una nuova eliminazione basata unicamente sui voti raggranellati dagli artisti durante la settimana convincendo il pubblico da casa, meccanismo discutibile del nuovo corso drappresentato da X Factor 2021.