Spettacoli

'Multischermo' di Antonio Dipollina. Alberto Angela nel parco di una squadra da leggenda

'Multischermo' di Antonio Dipollina. Alberto Angela nel parco di una squadra da leggenda
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Le Meraviglie sono tali, e scelte anche con gusto. Nonché con un metodo che un po’ è collaudato e un po’ evolve per non rischiare la ripetizione eccessiva.

Alberto Angela – su Rai 1 il martedì sera – con Meraviglie - La penisola dei tesori continua a giocare di fino con le bellezze d’Italia, a largo raggio, va a Palermo e incontra Maria Falcone che racconta di Giovanni bambino e poi, in zona, qualcos’altro di meraviglioso da mostrare si trova. Oppure è al Parco di Monza, dove si può fare storia, racconto politico, geografia, botanica o anche solo una passeggiata e trova come testimone, commosso e commovente, un mito come Sandro Mazzola che racconta tempi di camminate pre-partita dentro il Parco di una squadra da leggenda (massimo rispetto per le altre, s’intende). Oppure il suo presente, con le passeggiate che si ripetono, ma solitarie e destinate a scovare la puntualità del fiorire di questo o quell’arbusto.

Per dire che vista come missione da servizio pubblico, la versione diciamo light dei reportage di Angela viene sempre compiuta. Dopodiché siamo nelle prime serate di Rai 1 e puntate piene di effetti speciali premierebbero di più in ascolti. Angela ha fatto il botto nella puntata natalizia speciale che anticipava queste Meraviglie: era dedicata a Napoli, con meraviglie a schiovere, direbbero da quelle parti. E però lì si è consumato l’incidente mediatico con le polemiche, soprattutto social, basate sulla fondamentale domanda: “Napoli bisogna raccontarla per le cose buone o cattive?”. Come se esistesse una risposta. Ma bisogna farsene una ragione: la generazione cresciuta con il provvidenziale “No, il dibattito no” di Nanni Moretti è tramontata parecchio, e il mondo gira sempre più all’incontrario.

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Il primo messaggio fu un fax. Comprensibile, visto che erano 25 anni fa esatti. A Radio2 Massimo Cirri e quelli di Caterpillar festeggiano un quarto di secolo fatto soprattutto di contributi degli ascoltatori (a occhio, la comunità migliore in circolazione). E lo fanno invitando gli ascoltatori a raccontare quella volta che contattarono Caterpillar.