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Multischermo di Antonio Dipollina. E uscimmo ballando dagli anni di piombo

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È approdato su Rai5 (e disponibile su RaiPlay) questo insolito doc, Roma Caput Disco: ovvero la storia spalmata su fine anni 60, 70 e 80 della cosiddetta seconda Dolcevita nella Capitale, segnata dal successo di posti notturni che sanno di leggenda, dal primo Piper via via fino al Jackie ’O, l’Open Gate, il Gilda e via elencando.

Il lavoro ha avuto una gestazione lunga, è nato come libro scritto tempo fa da due dj d’epoca, Corrado Rizza e Marco Trani, quest’ultimo tra i nomi altrettanto da leggenda di quelle notti e scomparso nel 2013. Rizza ha proseguito il lavoro che alla fine è diventato quasi un omaggio dovuto: sfilano nomi notevoli nel ricordare e testimoniare — da Fiorello a Jovanotti a Arbore — c’è anche il compianto Claudio Coccoluto, ci sono quelli meno noti. Ma per tutti, quello che arriva da subito è un piacere infinito nell’evocare, dentro i primordi della musica da ballo moderna, ma soprat…

È approdato su Rai5 (e disponibile su RaiPlay) questo insolito doc, Roma Caput Disco: ovvero la storia spalmata su fine anni 60, 70 e 80 della cosiddetta seconda Dolcevita nella Capitale, segnata dal successo di posti notturni che sanno di leggenda, dal primo Piper via via fino al Jackie ’O, l’Open Gate, il Gilda e via elencando.

Il lavoro ha avuto una gestazione lunga, è nato come libro scritto tempo fa da due dj d’epoca, Corrado Rizza e Marco Trani, quest’ultimo tra i nomi altrettanto da leggenda di quelle notti e scomparso nel 2013. Rizza ha proseguito il lavoro che alla fine è diventato quasi un omaggio dovuto: sfilano nomi notevoli nel ricordare e testimoniare — da Fiorello a Jovanotti a Arbore — c’è anche il compianto Claudio Coccoluto, ci sono quelli meno noti. Ma per tutti, quello che arriva da subito è un piacere infinito nell’evocare, dentro i primordi della musica da ballo moderna, ma soprattutto le notti in cui passavano tutte le trasgressioni e il futuro possibile.

Mentre per forza di cose gli esordi fine anni 60 scolorano parecchio, prende il sopravvento la rievocazione degli 80: e tutti, dal primo all’ultimo (vedi Jovanotti che parla di “periodo di ricerca” contrapposto all’immagine di anni vuoti e vacui prevalente in letteratura) fanno a gara nel ricordare sé stessi giovani — che è poi sempre la molla principale di queste cose. Fiorello ci aggiunge il tocco di ragazzo di Sicilia che viveva col mito delle compilation dei dj romani, tutti portano un tassello che trattano come un pezzo inestimabile, ed è comprensibile. Ovvio che il doc è diretto a chi c’era e ha vissuto quella sarabanda: il sociologismo, o qualcosa del genere, è ridotto al minimo, va da sé che “bisognava uscire dagli anni di piombo”. Ma la cifra per tutti quanti è esattamente questa, dentro una memoria condivisa che impatta l’inevitabile nostalgia da rimpianto incancellabile.
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Su Sorrisi e Canzoni notevole elenco di curiosità sulla storia delle elezioni per il Quirinale. Tra i voti annullati nei decenni spiccano il Conte Mascetti (perché inesistente nella realtà) e Rocco Siffredi (troppo giovane al momento della votazione). Sennò chissà.