Metti una sera a cena, col talk senza litigi
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaE quindi è arrivato anche il Dinner Talk. Nel senso che metti una sera a cena una giornalista-moderatrice-padrona di casa e quattro commensali illustri e si parla di un tema, davanti alle telecamere. A cena da Maria Latella, su Sky Tg24 per altri cinque appuntamenti il giovedì sera: al debutto c’erano Carlo Calenda, Roberta Pinotti, Giancarlo De Cataldo, Giancarlo Leone. Chi più chi meno esperti di Quirinale quindi il tema scelto è stato quello.
Poi c’era la cena effettiva, che sembrava di livello alto, il tutto – ed è la parte politicamente corretta – gestito dagli studenti dell’Istituto Tecnico Alberghiero Vespucci di Roma. Probabilmente chef di rango e notissimi farebbero follie per allestire una cosa simile, ma diciamo che non sarebbe bello. Come ovvio, il talk a quel punto è parecchio anomalo: se anche ci fossero stati Speranza, Letta e Conte, oltre a mangiare tutti la stessa cosa si sarebbero parecchio trat…
E quindi è arrivato anche il Dinner Talk. Nel senso che metti una sera a cena una giornalista-moderatrice-padrona di casa e quattro commensali illustri e si parla di un tema, davanti alle telecamere. A cena da Maria Latella, su Sky Tg24 per altri cinque appuntamenti il giovedì sera: al debutto c’erano Carlo Calenda, Roberta Pinotti, Giancarlo De Cataldo, Giancarlo Leone. Chi più chi meno esperti di Quirinale quindi il tema scelto è stato quello.
Poi c’era la cena effettiva, che sembrava di livello alto, il tutto – ed è la parte politicamente corretta – gestito dagli studenti dell’Istituto Tecnico Alberghiero Vespucci di Roma. Probabilmente chef di rango e notissimi farebbero follie per allestire una cosa simile, ma diciamo che non sarebbe bello. Come ovvio, il talk a quel punto è parecchio anomalo: se anche ci fossero stati Speranza, Letta e Conte, oltre a mangiare tutti la stessa cosa si sarebbero parecchio trattenuti.
Con i quattro di cui sopra è invece successo come in qualunque cena, si va su un tema e poi partono ricordi, considerazioni, piccole storie, esperienze personali. Quindi è un non-talk che al massimo può innescare qualche riflessione sullo stato dei talk normali: e decidere che il vicolo cieco in cui si sono cacciati è di quelli senza uscita (fa fede la celebre sentenza di Fedele Confalonieri: “Se un talk è tranquillo e si parla normalmente, chi lo vede?).
Non si è invece sicuri che gli ospiti dell’altra sera si siano davvero goduti la cena: rischiare di macchiarsi di sugo con le telecamere addosso non è il massimo e quindi c’erano gesti leggerissimi, quasi accennati. In realtà, è un talk che farebbe parlare parecchio solo il giorno in cui accadesse qualcosa di rilevante e che è meglio non immaginare. Siccome gli ospiti sono scelti con giudizio, non succederà mai e quindi si passa oltre.
* * * *
- È un mese che non mi invitate al talk. Parlate solo di Covid. Posso venire a fare il vaccinista?
- No, guarda. Non c’è rimasto nemmeno più un buco, ah ah.
- Ok, allora faccio il no-vax. Vado a scrivere una decina di tweet provocatori.
(Dialogo immaginario, ma poi chissà. Protagonista qualche recente onnipresente opinionista da talk)