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Stamina e quei fili che portano fino a oggi

Multischermo / 'Ossi di seppia' su RaiPlay ricostruisce la vicenda di Davide Vannoni
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Gli Ossi di seppia di RaiPlay hanno una cadenza di uscita che può essere casuale oppure segnata da ricorrenze (di recente la Costa Concordia). Stavolta si colgono molti obiettivi tutti insieme, visto che da due giorni sulla piattaforma della Rai è uscito il capitolo sul caso Stamina (Vannoni, costruzione di un guru).

Era il 2004 e partiva, a opera di Davide Vannoni – il guru di cui parla il titolo – un tracciato che avrebbe richiesto tempo per giungere a conclusione, con arresti e condanne. Il cosiddetto Metodo Stamina, cellule da trapiantare e malattie da curare, niente basi scientifiche reali ma l’esplosione della questione medico-sanitaria quando diventa carne da materiale mediatico: ore di televisione, ospitate negli show più popolari, campagne agguerrite di programmi famosi e così via. In più, la resa, più o meno parziale, anche degli organi istituzionali, l’autorizzazione della sperimentazione e così via.

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Gli Ossi di seppia di RaiPlay hanno una cadenza di uscita che può essere casuale oppure segnata da ricorrenze (di recente la Costa Concordia). Stavolta si colgono molti obiettivi tutti insieme, visto che da due giorni sulla piattaforma della Rai è uscito il capitolo sul caso Stamina (Vannoni, costruzione di un guru).

Era il 2004 e partiva, a opera di Davide Vannoni – il guru di cui parla il titolo – un tracciato che avrebbe richiesto tempo per giungere a conclusione, con arresti e condanne. Il cosiddetto Metodo Stamina, cellule da trapiantare e malattie da curare, niente basi scientifiche reali ma l’esplosione della questione medico-sanitaria quando diventa carne da materiale mediatico: ore di televisione, ospitate negli show più popolari, campagne agguerrite di programmi famosi e così via. In più, la resa, più o meno parziale, anche degli organi istituzionali, l’autorizzazione della sperimentazione e così via.

In queste rievocazioni in breve – venti minuti in tutto – si va sempre piuttosto per dritto nella ricostruzione, con un solo personaggio-esperto – qui è la linguista Vera Gheno - e decidendo che soprattutto in casi simili è superfluo cercare col lanternino voci contrapposte da dibattito. E mai come stavolta viene lasciata allo spettatore la possibilità di costruirsi seconde e terze letture o cogliere riferimenti: magari per scoprire che l’atteggiamento mediaticamente ardito in voga oggi su no-vax e necessità di dibattiti televisivi prolungati è anche poca cosa rispetto a quello che si scatenò allora e alla popolarità delle voci in campo – programmi Rai di largo successo etc.

Ma in qualche modo si coglie il tratto comune, l’onda emotiva che trova proseliti tanto più scatenati quanto meno ne sanno e capiscono e così via. A tracciare con pazienza i fili di raccordo, un brivido è inevitabile.

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Cecilia Rodriguez 

A Milano, narrano le cronache, la somiglianza fisica con Tiziano Ferro ha tradito un bandito reduce da furti in appartamenti, tra cui quello di Cecilia Rodriguez, sorella di Belen. Nella sintesi diventa: il falso Tiziano Ferro ruba alla vera sorella di Belen. Il contrario tra vero e falso sarebbe stato più intrigante, ma ci si accontenta.