Il delitto di Cogne, 20 anni dopo il crime perfetto
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl canale è Crime+Investigation (al 119 di Sky) e questa storia è una sorta di apoteosi, da brividi, per legittimarne il nome. La storia è di vent'anni fa esatti, la conoscono tutti: Il delitto di Cogne. Due puntate, domenica 30 e lunedì 31 gennaio, che all'apparire potrebbero sembrare di maniera, un atto dovuto. Invece, anche per una certa perizia di ricostruzione (l'autore è Simone Passarella, per Stand By Me) ci si ritrova in piena bagarre, anche dopo anni di inchiostro e immagini, più la creazione del plastico vespiano della villetta, più un milione di annessi e connessi da crime perfetto, come nessuno avrebbe potuto scriverlo.
Controllare per credere l'acredine mantenuta da molti protagonisti, come rabbia a lentissimo rilascio: vedi il confronto a distanza tra accusa e difesa con il Procuratore capo di Aosta (Maria Del Savio Bonaudo) e l'avvocato Taormina che, intervistati singolarmente, è come se fosser…
Il canale è Crime+Investigation (al 119 di Sky) e questa storia è una sorta di apoteosi, da brividi, per legittimarne il nome. La storia è di vent'anni fa esatti, la conoscono tutti: Il delitto di Cogne. Due puntate, domenica 30 e lunedì 31 gennaio, che all'apparire potrebbero sembrare di maniera, un atto dovuto. Invece, anche per una certa perizia di ricostruzione (l'autore è Simone Passarella, per Stand By Me) ci si ritrova in piena bagarre, anche dopo anni di inchiostro e immagini, più la creazione del plastico vespiano della villetta, più un milione di annessi e connessi da crime perfetto, come nessuno avrebbe potuto scriverlo.
Controllare per credere l'acredine mantenuta da molti protagonisti, come rabbia a lentissimo rilascio: vedi il confronto a distanza tra accusa e difesa con il Procuratore capo di Aosta (Maria Del Savio Bonaudo) e l'avvocato Taormina che, intervistati singolarmente, è come se fossero invece nella stessa stanza tanto sono in grado di scagliarsi a vicenda affilate rievocazioni processuali. E in molte parti che, per brevità, vengono solo accennate si intuisce anche l'incredibile quantità di altro racconto che si potrebbe aggiungere dentro il febbrile scorrere di vita e tempo tra un processo, una testimonianza, una decisione da prendere per difendersi o attaccare. E poi ci sono i reporter a irrobustire la parte del racconto mediatico: Cogne ha ribaltato gli schemi di racconto crime dalla realtà ed è diventato modello.
Su tutti, il cinismo realista di chi non ti aspetti, ovvero un fotografo - Gigi Iorio - quasi sensazionale nel raccontare senza orpelli e paroloni il suo essere testimone in quella storia che andava a esplodere. E infine, l'imbattibilità della realtà rispetto a qualunque finzione: l'arma del delitto, mai trovata. Solo su quello, si potrebbe andare avanti con due o tre serie tv.
***
Nella fiction La sposa, conclusa domenica su Rai 1, a un certo punto la protagonista nell'Italia anni 60 vuole convincere un bambino a frequentare la scuola, in tempi complicati. E gli dice: "Un giorno potrai diventare pure presidente della Repubblica". E lui la guarda così, come se sapesse che non è così semplice e non lo sarà mai.