Guai a tradire il sogno del tifoso
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaSecondo una robusta, e legittima, corrente di pensiero, se un tifoso parla soprattutto di calciomercato o di errori arbitrali (il mix di entrambi è micidiale) significa che del calcio in realtà non gli importa nulla. Legittimo anche questo, resta il fatto che vale anche l’altro assunto filosofico (l’attesa per gli acquisti della tua squadra non sono forse il piacere stesso?) con il quale bisogna fare i conti. Da anni ci prova Sky – su altre reti sportive minori vivono nella pornografia del calciomercato perenne – con la rubrica Calciomercato-L’originale, in onda per un mese sul canale Sport a tarda sera nelle due sessioni, quella estiva e quella invernale. La conduce Alessandro Bonan, l’esperto totale della situazione è Gianluca Di Marzio, le incursioni web sono di Valerio Spinella detto Fayna, i nomi illustri del commento sportivo di Sky si alternano in ogni puntata insieme a ospiti da fuori: l’altra sera si è chiu…
Secondo una robusta, e legittima, corrente di pensiero, se un tifoso parla soprattutto di calciomercato o di errori arbitrali (il mix di entrambi è micidiale) significa che del calcio in realtà non gli importa nulla. Legittimo anche questo, resta il fatto che vale anche l’altro assunto filosofico (l’attesa per gli acquisti della tua squadra non sono forse il piacere stesso?) con il quale bisogna fare i conti. Da anni ci prova Sky – su altre reti sportive minori vivono nella pornografia del calciomercato perenne – con la rubrica Calciomercato-L’originale, in onda per un mese sul canale Sport a tarda sera nelle due sessioni, quella estiva e quella invernale. La conduce Alessandro Bonan, l’esperto totale della situazione è Gianluca Di Marzio, le incursioni web sono di Valerio Spinella detto Fayna, i nomi illustri del commento sportivo di Sky si alternano in ogni puntata insieme a ospiti da fuori: l’altra sera si è chiusa una delle sessioni più entusiasmanti di sempre, visto che per una volta il pericolante mercato del pericolante calcio ha registrato fuochi d’artificio. A quel punto, per il programma è stato sia semplice che complicato: negli anni, appunto, il pesante sentore di aria fritta che caratterizza tre quarti delle chiacchiere di calciomercato da sempre è stato ammorbidito, cercando di allestire un talk calcistico di livello nel quale le storie, i personaggi, gli snodi non banali che pure attraversano il pallone trovassero luce. Ma appunto poi c’è bisogno del sogno del tifoso, quello che se non sogna gli svanisce il piacere: quindi mercato dev’essere, come appiglio o come centralità a seconda dei casi. Sky è da quest’anno a mal partito sul fronte pallone, avendo perso sette decimi del calcio di Serie A: da quelle parti stanno cercando di reagire in qualche modo, in attesa che la ruota, forse, giri un’altra volta. Mantenere forte e importante il racconto, pagando il dovuto al dio del calciomercato, è un tassello importante di questa forma di resistenza obbligata.
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Il direttore di Rai1 Stefano Coletta ieri ha definito i big della canzone d’epoca in gara quest’anno: “Grandi archetipi sanremesi”. Se lo ripete davanti a Iva Zanicchi c’è caso che quest’ultima lo colpisca con un mestolo.