Papa Francesco da Fazio, record di pubblico e gli ascolti volano
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaI numeri sono stati molto alti e ci mancherebbe altro. Papa Francesco da Fabio Fazio, in un colpo televisivo quasi insuperabile per chissà quanto, ha richiamato 6.7 milioni di spettatori in media con il 25.4% di share (per Rai 3 un dato fortissimo) con un picco di 8,7 milioni. Altrettanto ovvio che la platea per la domenica di Fazio si sia triplicata di colpo, e anche naturale che il seguito, dentro molta malcelata invidia della concorrenza e all'interno della stessa Rai, prometta altri scintille, polemiche, spunti social. Ma in realtà è andata anche meglio del previsto - fermo restando che cosa stia succedendo davvero dentro il mondo cattolico in fermento da tempo è materia per specialisti.
La scelta di Francesco è apparsa netta e decisa, non è andato in ordine di importanza precostituita anzi fossilizzata nel tempo (quando mai Rai 1 in un caso simile sarebbe stata da part…!-->!-->
I numeri sono stati molto alti e ci mancherebbe altro. Papa Francesco da Fabio Fazio, in un colpo televisivo quasi insuperabile per chissà quanto, ha richiamato 6.7 milioni di spettatori in media con il 25.4% di share (per Rai 3 un dato fortissimo) con un picco di 8,7 milioni. Altrettanto ovvio che la platea per la domenica di Fazio si sia triplicata di colpo, e anche naturale che il seguito, dentro molta malcelata invidia della concorrenza e all'interno della stessa Rai, prometta altri scintille, polemiche, spunti social. Ma in realtà è andata anche meglio del previsto - fermo restando che cosa stia succedendo davvero dentro il mondo cattolico in fermento da tempo è materia per specialisti.
La scelta di Francesco è apparsa netta e decisa, non è andato in ordine di importanza precostituita anzi fossilizzata nel tempo (quando mai Rai 1 in un caso simile sarebbe stata da parte?), ha semplicemente scelto il luogo dove, da tempo, vanno i più grandi a farsi intervistare, lanciare messaggi, anche su sé stessi, ricevendone in cambio un trattamento adeguato e all'altezza. In questo caso alla santità, ma al netto del florilegio di battute social che ne sono seguite, l'impressione live è stata confermata anche nelle ore successive: una gran bella impressione.
Stava poi a ognuno cogliere altro, da tutto questo: non è stata un'operazione simpatia, o non del tutto, per chi sia riuscito a cogliere in certi passaggi tra il malinconico e la quasi invettiva del Pontefice quella che si immagina essere la necessaria durezza che usa per le questioni interne al suo mondo. L'attacco al clericalismo ha fatto colpo, tutti quelli invece che all'esterno su questioni come migranti e politiche internazionali faticano tremendamente ogni giorno per richiamare attenzione diversa, hanno trovato una sponda formidabile. In Libia ci sono i lager e questo non può essere discusso: o almeno adesso c'è la certezza che certe auto-rassicurazioni che tutti ci siamo costruiti in tempo recente vanno prese e gettate via, Francesco direbbe riconsiderate, e suonerebbe come uno schiaffo.
Ma ovviamente si parla molto anche del lato mediatico, del "Papa Pop" (che Dio li perdoni) di Fazio che coglie lo spunto della musica ed è subito tango, Roberto Carlos, passioni giovanili e anche i piemontesi più bravi dei liguri a nascondere una certa qual parsimonia. Per non dire della dichiarazione di umiltà del non-santo rispetto ai predecessori, quasi un numero da stand up d'autore e anche qui, aria divertita e divertente, ma senso implacabile sotteso.
Da quel punto di vista, chi gradisce assai queste cronache potrà vivere di rendita per parecchio tempo. Ma quelle espressioni da Super-Parroco che parla in maniera informale, con un interlocutore che gradisce assai e dietro si scorgono tutti i sottintesi e tutto il castigo che vorrebbe applicare se potesse a chi sa lui, non è spettacolo di tutti i giorni. E quindi va ribadito, nei numeri e nella sostanza: grandissimo colpo.