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'Stasera tutto è possibile' il vecchio gioco dei comici è improvvisare

Multischermo / La settima edizione del programma su Rai 2
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Un raro programma di prima serata, per di più comico, che arriva alla settima edizione e il pubblico che risponde da subito. Ci sarà un motivo, anzi uno soltanto ed è che il tasso di divertimento - a patto di lasciarsi andare senza coltivare ritegno eccessivo - è piuttosto alto. Forse nessuno sa bene cosa succede nella parte finale di puntata, visto che ognuna dura tre ore e a un certo punto tocca decidere che troppo divertirsi può danneggiare e quindi si abbandona prima. Infine, è il Lol di casa nostra, antesignano, per di più targato Rai: un Lol al contrario, visto che la risata è libera e questo rilassa e sobilla i comici partecipanti. E quindi, Stasera tutto è possibile, Rai 2, nuova serie da martedì.

Per presentarlo viene richiamata addirittura la Commedia dell'Arte e diciamo che è un po' eccessivo, ma alla fine la somma continua di giochini da villaggio turistico (di quelli con le bevande tutto…

Un raro programma di prima serata, per di più comico, che arriva alla settima edizione e il pubblico che risponde da subito. Ci sarà un motivo, anzi uno soltanto ed è che il tasso di divertimento - a patto di lasciarsi andare senza coltivare ritegno eccessivo - è piuttosto alto. Forse nessuno sa bene cosa succede nella parte finale di puntata, visto che ognuna dura tre ore e a un certo punto tocca decidere che troppo divertirsi può danneggiare e quindi si abbandona prima. Infine, è il Lol di casa nostra, antesignano, per di più targato Rai: un Lol al contrario, visto che la risata è libera e questo rilassa e sobilla i comici partecipanti. E quindi, Stasera tutto è possibile, Rai 2, nuova serie da martedì.

Per presentarlo viene richiamata addirittura la Commedia dell'Arte e diciamo che è un po' eccessivo, ma alla fine la somma continua di giochini da villaggio turistico (di quelli con le bevande tutto compreso, però) è il pretesto per far scatenare i partecipanti in quella cosa antica che si chiama improvvisazione. A quel punto, se hai gente rodata e di mestiere se non addirittura brava, il più è fatto. Un giochino scemo dietro l'altro e via, l'importante è che quando arriva la gara coi biscotti e il conduttore (Stefano De Martino) dice "la glassa", ci sia qualcuno dei presenti pronto a intervenire: "La glassa non è acqua!".

Applausi a scena aperta, visti i tempi. Il clou rimane il gioco della stanza inclinata, nella quale fare gli scemi è assai facilitato dalla forza di gravità: ma nell'insieme una regia piuttosto vivace, lo studio coloratissimo e l'atmosfera ilare tengono insieme un pubblico fatto anche di insospettabili. Stefano De Martino ormai sa come si fa ed è spalla funzionale per i comici. Tra i presenti, l'evoluzione di Cristina D'Avena in un simbolo vintage con dentro molto di irriferibile è sempre da tenere sott'occhio, Francesco Paolantoni improvvisa alla grande e il Mago Forest gli tiene testa in un gioco da efficace comicità tv di qualche tempo fa.
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"Mi hanno bocciato al corso di mimo. All'esame ho fatto scena muta". (Il Mago Forest)