Spettacoli

'Lol2', Virginia Raffaele e l'irresistibile 'performance' di Marina Abramovic

Nello show di Prime Video la comica romana ha riproposto uno dei suoi personaggi migliori. E non ridere, per i colleghi, è una prova difficilissima da superare
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Virginia Raffaele, ovvero il "generatore automatico di personaggi", come ha definito la comica Fedez presentandola in apertura di Lol2, si è messo in moto è ha regalato al pubblico dello show comico di Amazon Prime Video, una delle sue interpretazioni migliori: Marina Abramovic che, diciamolo subito ove mai qualcuno avesse dubbi, non c'azzecca nulla con il miliardario russo Roman Abramovich, amico di Putin e proprietario della squadra di calcio inglese del Chelsea. Qui non si fa politica, si ride e pure tanto.

LOL2, Virginia Raffaele e Corrado Guzzanti
LOL2, Virginia Raffaele e Corrado Guzzanti 

Chi è Marina Abramovic

Il personaggio di cui si è 'appropriata' la comica romana è una celebre artista statunitense di origine serba, nata nel 1948 a Belgrado ma attiva fin dagli anni Sessanta. Oggi è riconosciuta come la principale esponente dell’arte performativa, un una forma di arte contemporanea che, coinvolgendo teatro e recitazione, prevede una performance, appunto, davanti a un pubblico. E la chiave usata da Virginia Raffaele nella sua imitazione è tutta lì, nella "performance".

Marina Abramovic in The Artist is present

"Performance" (attenzione, spoiler)

Marina/Virginia appare all'improvviso, vestita di rosso, con una sorta di abito tunica lungo fino ai piedi. Le braccia alzate verso il cielo. "Ma è Yoko Ono?", bisbiglia Diana Del Bufalo, in un momento di comicità involontaria che lascia sgomenti Maccio Capatonda e il Mago Forest.

"Sono Marina Abramovic e faccio arte contemporanea - chiarisce Virginia Raffaele con tono severo - non tutti posso fare arte contemporanea, non tutti possono capire arte contemporanea, ma tutti possono pagare per arte contemporanea", dice tendendo la mano destra verso gli altri colleghi/concorrenti di Lol, impegnati a cercarsi soldi nelle tasche, nello sforzo sovrumano di non ridere. "Performance? No performance?", continua.

Ed è grazie alla "performance", parola ripetuta a tormentone, che Virginia/Marina riesce a far diventare arte contemporanea alcuni gesti assolutamente banali: un grido, il verso di un uccello e una formidabile imitazione di Totò. "Credo di essermi procurato un crampo agli addominali per resistere", rivela Corrado Guzzanti. Poi, il momento più alto.

Il colpo di teatro

"Fiducia performance. Vieni con me. Performance", dice rivolto a Guzzanti. Poi i due, sedendo ad un tavolo rivolti una di fronte all'altro, ricreano The artist is present, la "performance" che Marina Abramovic, quella vera, ha realizzato al Moma di New York nel 2010. Una esibizione storica e una delle performance artistiche più lunghe di sempre: 700 ore. Ma, stavolta, l'esito è diverso e Virginia Raffaele sfodera un colpo di teatro di grande effetto e da applausi. "Performance!".