✕
(ansa)

Anche in tv al calcio servono vittorie

Multischermo / Su Rai 1 la partita Italia-Macedonia del Nord finita male per gli Azzurri che non andranno ai Mondiali in Qatar
1 minuti di lettura

Il corto circuito, micidiale, è stato anche televisivo. Dieci milioni di spettatori su Rai 1 (nemmeno il pienone, ma la partita era considerata un pro-forma), il mondo che va sottosopra, la Nazionale italiana che si accartoccia su se stessa e sparisce dai radar. Le premesse e le promesse erano altre: tanto che per l'occasione il nuovo corso di RaiSport (con la direzione di Alessandra De Stefano) aveva lanciato la mezza rivoluzione nella gestione dell'amatissima Nazionale campione d'Europa. Ovvero, rendere più agili collegamenti, commenti, approccio al telespettatore, svecchiando tutto e avvicinandosi a un modello meno obsoleto rispetto agli studi soliti e alla pletora di inviati. In una parola, modello Dazn, dove le partite valgono in quanto partite e il contorno è tale.

Peraltro, il tutto progettato intorno al gioiello, quella Nazionale su cui Rai ha investito un capitale in vista dei Mondiali - i primi in autunno, per di più, con audience paz…

Il corto circuito, micidiale, è stato anche televisivo. Dieci milioni di spettatori su Rai 1 (nemmeno il pienone, ma la partita era considerata un pro-forma), il mondo che va sottosopra, la Nazionale italiana che si accartoccia su se stessa e sparisce dai radar. Le premesse e le promesse erano altre: tanto che per l'occasione il nuovo corso di RaiSport (con la direzione di Alessandra De Stefano) aveva lanciato la mezza rivoluzione nella gestione dell'amatissima Nazionale campione d'Europa. Ovvero, rendere più agili collegamenti, commenti, approccio al telespettatore, svecchiando tutto e avvicinandosi a un modello meno obsoleto rispetto agli studi soliti e alla pletora di inviati. In una parola, modello Dazn, dove le partite valgono in quanto partite e il contorno è tale.

Peraltro, il tutto progettato intorno al gioiello, quella Nazionale su cui Rai ha investito un capitale in vista dei Mondiali - i primi in autunno, per di più, con audience pazzesche garantite. Prima. Adesso meno, l'Italia eliminata, la rivoluzione che salta per aria, martedì ci sarà anche una tristissima amichevole tra Nazionali sconfitte (Italia e Turchia), depressione. È una botta durissima, da cui è difficile ricavare qualcosa di buono. Forse, ma impegnandosi un po', adesso si capisce meglio quanto sia aleatorio ogni discorso su telecronache, telecronisti, esperti, moduli. Fuffa indicibile se poi sul campo va tutto storto, se un giocatore vede la porta spalancata e ci pensa venti secondi, se la fortuna ti gioca contro. Nel calcio e nel grande sport conta possedere i diritti degli eventi e poterli mostrare: e a quel punto avere risultati in campo. Il resto, il commento, l'impiattamento del prodotto, quello che è bravo e l'altro insopportabile, viene mille miglia dopo. E qualunque chiacchiera in tema è sopravvalutata, da sempre.
***
Veronica Gentili: "Il consigliere militare di Zelensky dice che con l'arrivo di nuove armi vinceranno la guerra. Lei ci crede?"
Cacciari: "Come faccio a saperlo? Se uno risponde a una domanda così è per dare aria alla bocca".
(Controcorrente, Rete 4)