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Irene Casagrande con Andrea Bosca 

'Romanzo radicale' ritratto di Marco Pannella tra passione e libertà

Presentato in anteprima al Bif&st di Bari il docufilm sul leader del Partito Radicale realizzato da Mimmo Calopresti. Andrà in onda su Rai 1 il 24 aprile. Tra le testimonianze anche quella di Vasco Rossi: "Per anni mi ha chiesto di candidarmi"
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Voglio salutare un grande amico e un grande uomo, un uomo puro e generoso che non aveva paura. W Marco Giacinto Pannella" urla Vasco Rossi dal palco. "Ho sostenuto tutte le battaglie del partito radicale, al quale sono iscritto dal 1985 con regolare tessera pagata". Non è facile raccontare Pannella, uomo libero e appassionato, che con le sue battaglie per il divorzio e l'aborto ha reso l'Italia un paese più civile. Romanzo radicale di Mimmo Calopresti, in anteprima alla 13esima edizione del Bif&st di Bari (andrà in onda il 24 aprile su Rai 1), racconta il pubblico e il privato. A dare il volto al leader radicale, scomparso nel 2016, è Andrea Bosca, Maxence Dinant veste i panni di Jean Yves Autexier, che fu suo compagno ("Marco non appartiene a nessuno, solo a se stesso" dice nel film). Irene Casagrande interpreta la moglie di Pannella, la ginecologa Mirella Parachini, Marco Leonardi ha il ruolo di Gianfranco Spadaccia, F…

Voglio salutare un grande amico e un grande uomo, un uomo puro e generoso che non aveva paura. W Marco Giacinto Pannella" urla Vasco Rossi dal palco. "Ho sostenuto tutte le battaglie del partito radicale, al quale sono iscritto dal 1985 con regolare tessera pagata". Non è facile raccontare Pannella, uomo libero e appassionato, che con le sue battaglie per il divorzio e l'aborto ha reso l'Italia un paese più civile. Romanzo radicale di Mimmo Calopresti, in anteprima alla 13esima edizione del Bif&st di Bari (andrà in onda il 24 aprile su Rai 1), racconta il pubblico e il privato. A dare il volto al leader radicale, scomparso nel 2016, è Andrea Bosca, Maxence Dinant veste i panni di Jean Yves Autexier, che fu suo compagno ("Marco non appartiene a nessuno, solo a se stesso" dice nel film). Irene Casagrande interpreta la moglie di Pannella, la ginecologa Mirella Parachini, Marco Leonardi ha il ruolo di Gianfranco Spadaccia, Francesco Siciliano quello di Franco Roccella. "L'interpretazione di Bosca - spiega la direttrice di RaiFiction Maria Pia Ammirati - ha colpito tutti, in un ruolo difficilissimo. Pannella è stato forse il personaggio più istrionico dal dopoguerra a oggi". Le immagini di repertorio - i digiuni, la battaglia per il divorzio, l'appello di Enrico Berlinguer che nel 1974 invita a votare no al referendum - si intrecciano alla fiction e alle testimonianze.

"Le idee radicali di Pannella" dice ancora Vasco Rossi "erano molto simili alle mie: abbattere il pregiudizio, sospendere il giudizio, tolleranza, anticlericalismo e, cosa non da poco, antiproibizionismo. L'ho conosciuto dopo le mie prigioni. Lui e Fabrizio De Andrè furono tra i pochi che mi mandarono un telegramma di solidarietà, che per me contò moltissimo. Era il gesto di due amici veri, di quelli che non stanno lì a menartela ma ti stanno vicini anche quando sei in difficoltà. Poi con Pannella ci siamo incontrati, non ricordo bene in quale occasione. Mi ha inseguito per anni chiedendomi di candidarmi. Gli ho sempre detto: Sei già tu il mio alter ego politico".

"La cosa più difficile" racconta Mimmo Calopresti, che firma la sceneggiatura con Monica Zapelli e Luca Lancise, "è stata mettere insieme il Pannella vero con quello di fiction. Il corpo di Panella è importante. Lo usava. Dice ad Andreotti: 'Metto me stesso dentro la politica, tu metti altre cose'. Se fosse vivo, con questa guerra sarebbe già in Ucraina. Bisogna avere rispetto per un uomo così controverso e libero. Questo lavoro mi ha permesso di fare un passo avanti sull'idea di libertà". Il regista racconta che Bosca è arrivato a perdere tredici chili. "Se non riesco ad arrivare a lui, mi ha detto, imito te, sei pannelliano. L'ha fatto. Pannella aveva un'eleganza naturale nel muoversi, è un grande aristocratico, io vengo dal proletariato. Alla fine" continua il regista "volevo che venisse fuori la sua passione civile, credeva nei diritti al di là di ogni cosa. Ha trascurato tutto, viveva solo per la politica. Sono felice che il film vada su Rai 1. Vuol dire arrivare a un pubblico vasto che magari l'ha dimenticato. Ho scoperto che quando si è votato per il referendum sul divorzio, la maggioranza dei no erano in Sicilia: tutte donne abbandonate dagli uomini che migravano al Nord e si facevano altre famiglie".


Coproduzione Rai Fiction e Italian International Film, realizzata da Fulvio e Paola Lucisano in collaborazione con Paola Ferrari, Romanzo radicale fa riflettere sulla politica. Come dice Giampiero Mughini "tutte le sue battaglie erano per un'idea della libertà che non era così diffusa nell'Italia degli anni 70, perché erano tutti racchiusi nelle loro corazze, nel loro settarismo. Eri sempre rosso nero o bianco. Invece Marco era ora rosso ora nero ora bianco". "Ha fatto scoprire agli italiani che erano molto più moderni" osserva Francesco Rutelli. "A Pannella si diceva: 'Ti occupi dei diritti civili, sono le battaglie per la pancia piena e noi ci dobbiamo occupare di quelli sociali'. Ma non avremmo avuto l'Italia moderna senza i diritti civili, che sono uguali per tutti".


"Quella degli ultimi venti anni è un storia di fallimenti" dice Massimo Teodori "ha cominciato a costringere i suoi fedeli a una ginnastica di raccolte di firme per i referendum. Nessuno è andato in porto. Bisognerebbe invocare la psicopolitica, senza uno strumento di analisi non si possono capire gli ultimi vent'anni di Pannella". Per Vittorio Sgarbi era "romantico, appassionato e anche un po' incapace, per lo meno sul piano politico. Sarebbe stato un ottimo leader religioso".