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'Cinico Tv', trent'anni e non sentirli

Multischermo / L'invenzione di Franco Ciprì e Daniele Maresco andava in onda per la prima volta il 7 aprile del 1992
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Era il 7 aprile del 1992 e la prima domanda, rivolta a uno dei numerosi Giordano che infesteranno il programma, era “È vero che il potente Berlusconi sta per comprarsi la Sicilia?”. Da lì a un passo l’intervista a un altro Giordano sulla sua vita di maniaco sessuale, a seguire l’intervista a un cadavere – che si chiama Giordano – ricoperto da un lenzuolo, ucciso con novanta coltellate (“Ma perché c’è poco sangue?”. “Sono anemico”). E un altro Giordano ancora, o forse uno di quelli di prima, inizia a raccontare una barzelletta irriferibile su Sofia Loren e viene interrotto in tempo.

In mezzo a tante celebrazioni televisive, strappa l’applauso quella di RaiPlay dedicata al trentennale di Cinico Tv. Da un paio di giorni è disponibile l’intera prima stagione, e fanno cinquanta episodi sui sei minuti ciascuno: il tutto è stato rieditato e digitalizzato, sulle stagioni su…

Era il 7 aprile del 1992 e la prima domanda, rivolta a uno dei numerosi Giordano che infesteranno il programma, era “È vero che il potente Berlusconi sta per comprarsi la Sicilia?”. Da lì a un passo l’intervista a un altro Giordano sulla sua vita di maniaco sessuale, a seguire l’intervista a un cadavere – che si chiama Giordano – ricoperto da un lenzuolo, ucciso con novanta coltellate (“Ma perché c’è poco sangue?”. “Sono anemico”). E un altro Giordano ancora, o forse uno di quelli di prima, inizia a raccontare una barzelletta irriferibile su Sofia Loren e viene interrotto in tempo.

In mezzo a tante celebrazioni televisive, strappa l’applauso quella di RaiPlay dedicata al trentennale di Cinico Tv. Da un paio di giorni è disponibile l’intera prima stagione, e fanno cinquanta episodi sui sei minuti ciascuno: il tutto è stato rieditato e digitalizzato, sulle stagioni successive si vedrà l’effetto che fa, mentre si attende che altri indimenticabili personaggi – su tutti il rumoroso Paviglianiti – appaiano nella più strepitosa galleria freak mai sbucata in tv. E citando anche MafiaMan, il Supereroe di Cosa Nostra che accorre se qualcuno viene vessato e si unisce ai vessatori, meglio fermare gli esempi.

Daniele Ciprì e Franco Maresco in una foto d'archivio 

Era la Rai 3 di Angelo Guglielmi, i palermitani Franco Maresco e Daniele Ciprì proposero queste pillole in bianco e nero, pillole al cianuro in realtà quanto tenerissime nel fondo, con una fauna di presunti attori periferici e fondali desolati e arsi, tipici del luogo. In un primo tempo vennero inseriti in programmi di punta (anche Avanzi) poi presero collocazione autonoma. In tutto furono 4 anni di Cinico Tv che avrebbero lasciato il segno. Non si riesce davvero a immaginare qualcosa di simile oggi – ma anche nei vent’anni precedenti – e sembra di raccontare una storia di archeologia con dentro tesori brutti, sporchi e cattivi. Certamente.

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Quale sia esattamente la situazione Covid, chissà. Ma mediaticamente è andata, a giudicare dal moltiplicarsi di articoli e riflessioni web sul grave problema dei virologi che non vengono più chiamati in tv. E che vengono più o meno paragonati a cagnolini abbandonati sulle autostrade d’agosto.