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'Cucine da incubo', se il piatto piange Cannavacciuolo se la ride

Multischermo / Su Sky Uno (e Now) la nuova stagione del programma in cui il celebre chef "rimette in forma" ristoranti e ristoratori
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Tra le favole della buonanotte meglio riuscite in tv va segnalato il ritorno con nuove puntate di Cucine da incubo (Sky Uno la domenica sera). Ovvero Antonino Cannavacciuolo in missione presso ristoranti e osterie in rovina, pronto a trasformarle in gioielli di nuova ristorazione.

Le puntate si seguono con facilità e soddisfazione: salvo poi alla fine scacciare la domanda fatale (“Ma cosa ho visto?”) che è una pratica sconsigliabile sempre. Cannavacciuolo più che esercitarsi da chef, nell’occasione è in versione Bonus Psicologo: siccome la soluzione per locali tenuti malissimo è quella di farli ristrutturare alla grande e chiamare una decina di sponsor che riforniscono di fornelli supersonici, batterie di pentole costosissime, stoviglie color lusso, è chiaro che non si tratta di un metodo alla portata di tutti.

Quindi conta il fattore umano – nella prima…

Tra le favole della buonanotte meglio riuscite in tv va segnalato il ritorno con nuove puntate di Cucine da incubo (Sky Uno la domenica sera). Ovvero Antonino Cannavacciuolo in missione presso ristoranti e osterie in rovina, pronto a trasformarle in gioielli di nuova ristorazione.

Le puntate si seguono con facilità e soddisfazione: salvo poi alla fine scacciare la domanda fatale (“Ma cosa ho visto?”) che è una pratica sconsigliabile sempre. Cannavacciuolo più che esercitarsi da chef, nell’occasione è in versione Bonus Psicologo: siccome la soluzione per locali tenuti malissimo è quella di farli ristrutturare alla grande e chiamare una decina di sponsor che riforniscono di fornelli supersonici, batterie di pentole costosissime, stoviglie color lusso, è chiaro che non si tratta di un metodo alla portata di tutti.

Quindi conta il fattore umano – nella prima puntata di quest’anno una famiglia con presuntuosa locanda sul lago di Como che si è ridotta a tirarseli i piatti, invece di cucinarli – appelli decisi a ritrovare unità d’intenti e compattezza, e se l’appello lo fa Cannavacciuolo ha un’efficacia superiore. Fino al lieto fine, appunto siamo nelle favole, con il padre malmostoso che si ravvede (ma da borbottante e imprecante in dialetto comasco era molto più simpatico) e madre e figlia che ritrovano la pace – ma da certi sguardi obliqui nel finale chissà come andrà a finire davvero.

La presenza delle telecamere e la costruzione a puntino di sceneggiatura fanno ovviamente il resto, lo Chef intanto ha disseminato qui e là grani della sua perizia ai fornelli – si passa da pennette precotte con panna, ragù e piselli a deliziosi intingoli con broccoli e acciughe di pregio – e una nuova cucina, nonché famiglia, nonché pezzo di mondo è sistemato: mentre iniziano a fioccare corroboranti recensioni su TripAdvisor. Funzionasse così davvero sarebbe una favola, appunto.

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Mahmood e Blanco hanno dovuto tagliare un pezzo della loro Brividi per renderla di lunghezza giusta per l’Eurovision. E tra “Nudo con i brividi” e “Accetterei anche una bugia” è saltata quest’ultima frase. C’è da applaudire, di questi tempi.