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Macron, le anguille e la fake-crazia

(afp)
Multischermo / Il progetto Rai per il Sociale 'Uniti contro la disinformazione': pillole disseminate nei palinsesti per smascherare le bugie del web
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Quella volta Macron ebbe un incontro con i pescatori e si mise a maneggiare le anguille. Al ritorno una telecamera lo colse mentre si detergeva le mani, che in effetti ne avevano assai bisogno. Però un anno prima un sito satirico francese per attaccarlo aveva pubblicato il titolo “Macron: quando stringo la mano a un povero dopo vado a lavarmele”. E guarda un po’, c’era un troll, o un bot appostato dietro l’angolo e dopo mezz’ora sul web era disponibile il mash-up completo, il vecchio titolo, Macron che si lava le mani etc etc.

Uniti contro la disinformazione è un progetto Rai per il Sociale, consta al momento di 11 pillole molto brevi che vengono disseminate per i palinsesti in questi giorni, su RaiPlay è disponibile l’intero blocco da undici, che in realtà è la prima tranche. Massimo due minuti ciascuna, l’intento è ovviamente lodevole: ma assunte in blocco, queste pillole divise per specifiche…

Quella volta Macron ebbe un incontro con i pescatori e si mise a maneggiare le anguille. Al ritorno una telecamera lo colse mentre si detergeva le mani, che in effetti ne avevano assai bisogno. Però un anno prima un sito satirico francese per attaccarlo aveva pubblicato il titolo “Macron: quando stringo la mano a un povero dopo vado a lavarmele”. E guarda un po’, c’era un troll, o un bot appostato dietro l’angolo e dopo mezz’ora sul web era disponibile il mash-up completo, il vecchio titolo, Macron che si lava le mani etc etc.

Uniti contro la disinformazione è un progetto Rai per il Sociale, consta al momento di 11 pillole molto brevi che vengono disseminate per i palinsesti in questi giorni, su RaiPlay è disponibile l’intero blocco da undici, che in realtà è la prima tranche. Massimo due minuti ciascuna, l’intento è ovviamente lodevole: ma assunte in blocco, queste pillole divise per specifiche di disinformazione (guerra, vaccini, migranti, scandali sessuali etc.) producono una sorta di effetto disperante.

È come svuotare l’oceano cercando di berlo con la cannuccia, non serve a nulla e ti avveleni pure. È ovvio che nessuno dotato di senno ritiene che si potrà mai uscire dal disastro di questa sorta di fake-crazia che ossessiona la vita e l’informazione di ogni giorno. E che vede in azione una quantità incalcolabile di fessi scatenati che ne vivono, agiscono, rilanciano e si appagano: ma soprattutto le centrali della disinformazione vera, quelle che incidono su realtà, opinioni pubbliche, fatti e misfatti.

Macron se ne farà una ragione, forse, anche domenica sera, ma l’avvelenamento dei pozzi della vita informata è irreversibile. Giusto comunque che il Servizio Pubblico se ne occupi, anche in maniera blanda e istituzionale, perché proprio quanto accade dimostra che spiegare l’Abc ed esercitare un richiamo a quelli distratti, è il minimo sindacale.

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Si parla molto in queste pillole anche di clickbaiting, ovvero dei titoli a effetto, e truffaldini, per attirare il click successivo. L’altro giorno un sito di un quotidiano proponeva: “Isola dei Famosi, scivola il costume a Cicciolina, cose mai viste…”. Ecco, così è davvero poco credibile.