'Cash or trash' oggetti vintage all’asta dei ricordi
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaCome sarebbe a dire che il Meccano è fuori moda? Lo smarrimento degli ultra-boomer alla visione è l'unica controindicazione per Cash or trash, giochino tv comprensivo di asta e battitore in onda sul canale Nove, ogni giorno dal lunedì al venerdì. Arrivano dei tizi da ogni parte d'Italia - e da ognuno di loro compreresti un'auto usata - con un oggetto del passato da vendere: nel senso dell'oggetto e forse anche di tutto il passato. C'è un esperto che fa una prima valutazione e poi si va da cinque mercanti in studio. Sono esperti anche loro, si occupano di modernariato o simile, fanno valutazioni e hanno budget illimitato, come quando si fa finta - anche se poi le contese più aspre si scatenano intorno a oggetti da trenta euro.
Vecchie lampade griffate, carillon con i clown che danzano, appunto un vecchio Meccano intatto e così via, tutto scovato in ca…
Come sarebbe a dire che il Meccano è fuori moda? Lo smarrimento degli ultra-boomer alla visione è l'unica controindicazione per Cash or trash, giochino tv comprensivo di asta e battitore in onda sul canale Nove, ogni giorno dal lunedì al venerdì. Arrivano dei tizi da ogni parte d'Italia - e da ognuno di loro compreresti un'auto usata - con un oggetto del passato da vendere: nel senso dell'oggetto e forse anche di tutto il passato. C'è un esperto che fa una prima valutazione e poi si va da cinque mercanti in studio. Sono esperti anche loro, si occupano di modernariato o simile, fanno valutazioni e hanno budget illimitato, come quando si fa finta - anche se poi le contese più aspre si scatenano intorno a oggetti da trenta euro.
Vecchie lampade griffate, carillon con i clown che danzano, appunto un vecchio Meccano intatto e così via, tutto scovato in cantine e soffitte o al mercatino, convinti di aver trovato un tesoro. L'effetto nostalgia è micidiale, quando arriva il trespolo da barbiere a forma di cavallino per tenere buoni i bambini d'epoca - quanti ricordi - ci si intenerisce definitivamente: e quando il venditore si ribella perché gli propongono trecento euro e lui ne vorrebbe il doppio, ci si schiera nettamente dalla sua parte. E via così, in quello che è un format internazionale per un programma educato, appena appena insidiato dalla solita voce da reality e dai contrappunti registrati dei protagonisti (di solito: "sì, e allora ho deciso di dirgli così". Ovvero la cosa più inutile del mondo).
Banale dirlo, ma funzione alla grande l'esca della memoria che è appesa a ogni oggetto o gioco o accessorio portato in scena. In conduzione c'è Paolo Conticini: ha la voce magnifica di un doppiatore di rango degli anni Cinquanta e questo gli gioca un po' contro, ma è un'altra dimostrazione che la sguaiatezza imperante in molta tv da qui non passa. E Cash or trash, pur avendo quella seconda parola nel titolo, è come una simpatica torta della nonna, da preservare e segnalare ai buoni.
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"Uscirei subito con Orsini. Lui sulla guerra dice cose strategicamente inappuntabili". (Paola Saulino, definita "Sexy-influencer napoletana")