'The band', il miracolo del talent senza psicodrammi
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaLe buone intenzioni sono tutto e Carlo Conti ne ha da vendere: tanto che con sprezzo del pericolo decide di allestire uno show Rai 1 del venerdì sera con una marea di protagonisti sconosciuti. E sono i giovani – o assai meno giovani – di band di belle speranze, o appunto ex speranze. A quel punto, per non votarsi alla catastrofe annunciata, bisogna riempire lo show di cose e personaggi familiari e accattivanti. E soprattutto decidere che le band in questione si trasformino in cover-band, ovvero suonando e cantando brani famosi – solo nella puntata finale potranno eseguire un inedito, con la speranza che duri poco perché in tv non c’è uno sfollagente più efficace di uno sconosciuto che canta una canzone sua.
Le buone intenzioni sono tutto e Carlo Conti ne ha da vendere: tanto che con sprezzo del pericolo decide di allestire uno show Rai 1 del venerdì sera con una marea di protagonisti sconosciuti. E sono i giovani – o assai meno giovani – di band di belle speranze, o appunto ex speranze. A quel punto, per non votarsi alla catastrofe annunciata, bisogna riempire lo show di cose e personaggi familiari e accattivanti. E soprattutto decidere che le band in questione si trasformino in cover-band, ovvero suonando e cantando brani famosi – solo nella puntata finale potranno eseguire un inedito, con la speranza che duri poco perché in tv non c’è uno sfollagente più efficace di uno sconosciuto che canta una canzone sua.
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“Chissà perché poi Putin ce l’ha tanto con le mosche”. (Andrea Pennacchi)