Manuel Bortuzzo: "Il film mi è sembrato la storia di un altro ma scrivere è stata una terapia"
di Silvia Fumarola , di Silvia FumarolaSi è tatuato il numero 12 sul collo: «Il proiettile era a 12 millimetri dall’aorta addominale». Manuel Bortuzzo, 23 anni compiuti ieri, è tornato in piscina ad allenarsi: l’immagine con la felpa delle Fiamme oro della Polizia chiude il film Rinascere di Umberto Marino, in onda su Rai 1 l’8 maggio. Annuncia che si sta allenando per le Paralimpiadi di Parigi 2024. Gli spari, la notte del 2 febbraio 2019, lo hanno costretto sulla sedia a rotelle, ma ha ripreso in mano la propria vita: il tv movie è tratto dal suo libro. Manuel sullo schermo è interpretato da Giancarlo Commare, Alessio Boni ha invece il ruolo del padre Franco. Nel cast anche Gea Dall’Orto, David Coco e Salvatore Nicolella.
Che effetto fa rivedersi sullo schermo?
«Una sensazione particolare perché fino a metà film mi sembrava la storia di un altro. È stato emozionante. Il film è tratto dal mio libro ed è fedele, per me…
Si è tatuato il numero 12 sul collo: «Il proiettile era a 12 millimetri dall’aorta addominale». Manuel Bortuzzo, 23 anni compiuti ieri, è tornato in piscina ad allenarsi: l’immagine con la felpa delle Fiamme oro della Polizia chiude il film Rinascere di Umberto Marino, in onda su Rai 1 l’8 maggio. Annuncia che si sta allenando per le Paralimpiadi di Parigi 2024. Gli spari, la notte del 2 febbraio 2019, lo hanno costretto sulla sedia a rotelle, ma ha ripreso in mano la propria vita: il tv movie è tratto dal suo libro. Manuel sullo schermo è interpretato da Giancarlo Commare, Alessio Boni ha invece il ruolo del padre Franco. Nel cast anche Gea Dall’Orto, David Coco e Salvatore Nicolella.
Che effetto fa rivedersi sullo schermo?
«Una sensazione particolare perché fino a metà film mi sembrava la storia di un altro. È stato emozionante. Il film è tratto dal mio libro ed è fedele, per me è stato terapeutico scrivere. Giancarlo è stato bravissimo a restituire i miei gesti, è tutto vero».
Prima c’era stato “Ultima gara”, il documentario con Raoul Bova.
«Raoul è un’altra persona a cui sono legatissimo, abbiamo condiviso tante cose. Capiva al volo il mio stato d’animo, mi guardava e ci facevamo una nuotata: è una persona di cuore».
“Rinascere” mostra anche la solidarietà che ha ricevuto.
«È bello che venisse sottolineata perché l’ho sentita. C’è la famiglia, Martina, che in quel periodo era la mia ragazza, Alfonso, un riferimento importante. Era il mio compagno di stanza, già da svariati mesi sulla sedia a rotelle, e mi ha insegnato tanto; è un fratello. Ma hanno tifato per me tanti sconosciuti che ringrazio».
La sua vita è cambiata. Prima opinionista a “ItaliaSì!”, poi “Il grande fratello”: cosa le ha dato la televisione?
«La tv mi ha dato la possibilità di farmi conoscere. Quando è successo quello che è successo ero “Manuel, il ragazzo a cui hanno sparato”. Oggi sono Manuel, il ragazzo che può dire la sua: finché mi chiederanno di essere me stesso lo farò. La televisione è un grande veicolo, dico quello che penso. La fortuna è il riscontro positivo del pubblico».
I social si sono molto occupati della sua storia finita con Lulù Selassiè.
«Tutto quello che vissuto nel reality l’ho vissuto senza inventarmi nulla. Sono a posto con me stesso, niente di più, niente di meno. Coerente con quello che sentivo. Fuori c’è un’altra realtà, è ovvio che chi ha seguito Il grande fratello o attraverso i social si è affezionato, vede tutto come una favola. Rimane una parentesi bellissima che non è riuscita a trovare riscontro nel quotidiano».
Bilancio de “Il grande fratello”?
«Positivo. Mi ha dato la possibilità di arrivare a tante persone. Ed è nata l’amicizia con Aldo Montano, un fratello maggiore».
Come si prepara per Parigi 2024?
«Con impegno, infatti sono cotto. Non posso stare senza la piscina, voglio realizzare un sogno, ho un obiettivo. E Aldo si è rimboccato le maniche con me. Per darmi coraggio si presentò in piscina col costume a fiori: la leggerezza conta».
Giornata tipo?
«Faccio due colazioni: una a casa e una col mio allenatore, non meno di un’ora e mezza di palestra, tempo di recupero e poi subito in piscina. Poi ho fisioterapia a casa. Continuo a suonare il pianoforte, la mia altra passione. E vedo gli amici, che mi arricchiscono la vita».