L'anti talk show o qualcosa che vi somigli. Tanto da dichiararlo, con tono serio ma qui e là macchiato di una qualche ironia. Ed esponendo le regola di ingaggio tra i due ospiti contrapposti. Primo, non si attacca personalmente l'avversario per le sue idee. Secondo, non si manipolano le frasi dell'altro. Terzo, esiste l'onere della prova. Se fai un'affermazione basata su dati e ti chiedono di dimostrarlo, devi riuscirci. È appena ovvio che se questa trinità di protocollo valesse ovunque, i talk show chiuderebbero in mezz'ora: ma si cerca di far capire che qui si gioca un gioco diverso.
Succede in questo Dilemmi (Rai 3 il lunedì in seconda serata). Al debutto da conduttore c'è Gianrico Carofiglio, scrittore e protagonista in quanto ospite dei talk di cui sopra. I Dilemmi in questione sono grandi temi, culturali, etici, socio-politici. Prima puntata: è giusto rinunciare ai piaceri della carne, in senso mangereccio, causa i disastri che il consumo della medesima riversa sul pianeta intero? Contrapposti, Giulia Innocenzi - attivista vegana e anti-allevamenti intensivi - e Oscar Farinetti, che cerca di far capire che una certa modalità di corso della natura va rispettata (in più: anche i pomodori hanno un'anima). Prossimamente si parlerà di eutanasia o di liberalizzazione delle droghe leggere. Va da sé, non se ne viene a capo, ma non è quello l'obiettivo: ognuno resta più o meno della sua idea, ma insomma se ne parla e si aggiungono cose al sapere comune.
In chiusura c'è Lella Costa, con un monologo in tema, ma che va anche assai oltre. L'impressione è che il progetto anti talk sia un po' restrittivo: proprio da interventi come quello dell'attrice arriva il dubbio che il programma potrebbe essere più vario e composito. E Carofiglio, che esordisce con timidezza mista a spalle larghe e ironia pronta a liberarsi, è un conduttore insolito. Aggettivo quasi magico in questa tv.
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Nei meandri dell'informazione Mediaset si cita una frase celebre a corredo del caso Lavrov. Quella che sostiene che nelle interviste si va all'attacco solo quando l'intervistato non si sta ridicolizzando da solo. Opinabile, ma degna di menzione.