Enzo Miccio: le mie 'Trasformazioni incredibili', per chi ha il coraggio di rimettersi in gioco
di Silvia Fumarola , di Silvia FumarolaTrasforma zucche in carrozze, cenerentole in principesse, perfido col sorriso, consigliere di spose aspiranti ballerine del Moulin Rouge, Enzo Miccio torna in tv su Real Time dal 16 maggio (dal lunedì al venerdì alle 20.20 sul canale 31) con Trasformazioni incredibili insieme all'esperta di bellezza e cantante Loretta Grace e al parrucchiere Alessandro Maritato. "Accogliamo persone di tutte le età" racconta Miccio "Non facciamo distinzioni". Da San Giuseppe Vesuviano a Milano, ironico, curioso, innamorato del bello, il wedding planner più famoso parte con una nuova avventura, che è la versione booster di Come ti vesti?
Miccio, in quell'aggettivo, "incredibili", c'è tutto.
"In realtà quando si parla di un make over la trasformazione deve d…
Trasforma zucche in carrozze, cenerentole in principesse, perfido col sorriso, consigliere di spose aspiranti ballerine del Moulin Rouge, Enzo Miccio torna in tv su Real Time dal 16 maggio (dal lunedì al venerdì alle 20.20 sul canale 31) con Trasformazioni incredibili insieme all'esperta di bellezza e cantante Loretta Grace e al parrucchiere Alessandro Maritato. "Accogliamo persone di tutte le età" racconta Miccio "Non facciamo distinzioni". Da San Giuseppe Vesuviano a Milano, ironico, curioso, innamorato del bello, il wedding planner più famoso parte con una nuova avventura, che è la versione booster di Come ti vesti?
Miccio, in quell'aggettivo, "incredibili", c'è tutto.
"In realtà quando si parla di un make over la trasformazione deve diventare sorprendente, soprattutto per la persona che si mette in gioco per cambiare. Non è facile mettersi nelle mani di qualcuno, fidarsi, affidarsi e dire 'fai di me quel che vuoi'. La cosa bella in questo programma sono le storie di vita che ci sono dietro. È una ripartenza, non abbiamo voluto parlare solo di look".
Cosa succede?
"Vogliamo portare le persone alla normalità, quelle che abbiamo 'addobbato"' in abito da sera forse sono due. Perché abbiamo cercato di dare consigli per la vita di tutti i giorni, una vita nuova da affrontare".
Ma come ti vesti? che conduceva con Carla Gozzi quanto è durato?
"Dodici anni. Alla fine dei conti sono felice, perché in questo tipo di programma più che dire: 'Voglio vestirmi così' ognuno aveva voglia di renderci partecipe della sua vita. Anche stavolta l'età va dai 18 ai 70 anni e passa. Ci sono le ragazzine che portano le mamme, i mariti che portano le mogli".
Lei è armato di perfida ironia.
"Ma sono sempre complice, l'ironia non deve mai ferire. Il senso dell'umorismo ti porta a fare una battuta poi è ovvio che in questo lungo percorso non mi sono sempre imbattuto in persone ironiche. Da parte mia il primo lavoro è cercare di capire chi ho avanti. Lo dico molto simpaticamente: 'Come sono vestita?' è una domanda da non fare. Se è una cara amica le dico 'vatti a cambiare', ma sono un alleato delle donne. Al di là del personaggio televisivo, del mio cinismo, mi piace fare un complimento. L'ingrediente indispensabile, lo dico sempre, è l'autostima. La più grande forza è piacersi: anche agli occhi degli altri apparite più belle".
Esiste l'eleganza naturale?
"Certo, è questione di attitudine personale che non si può insegnare. Una donna chic la vedi da come si muove, da come si siede, da come fuma, da come parla non solo dai vestiti che indossa. E un'altra potrà indossare vestiti firmati costosissimi e non avere stile".
La più elegante tra le donne dello spettacolo?
"Serena Rossi, sempre molto carina".
Il politico a cui rifarebbe il look?
"Matteo Salvini".
Quello promosso a pieni voti?
"Luca Zaia, anche lui della Lega. Vestito in tutte le occasioni nel modo giusto":
Nella serie sugli abiti da sposa girata in Puglia madri fiere, davanti alle figlie svestite come Belén, dicono: "Mi sarei voluta mettere spogliata al mio matrimonio ma non è stato possibile. Però lei può". L'eleganza va a farsi friggere?
"Il costume è cambiato e anche l'approccio al matrimonio. La festa è più social che sociale, vogliono tutti condividere e non c'è niente di male, ma cade la parte più intima. Le ragazze entrano in chiesa vestite come in uno show. Ammiro le persone che fanno scelte di qualità".
Cos'ha capito del matrimonio?
"Al di là dell'aspetto professionale, ho capito che richiede grande sforzo e responsabilità. Ci vuole impegno per stare insieme, non è facile. Forse anche per questo non mi sono avvicinato a un'unione civile, un impegno 'per sempre' fa paura".
La sua che tipo di famiglia è?
"Molto unita. Papà era commerciante in olio e olive, sempre in giro poche responsabilità legate alla famiglia. Ma i miei sono stati sempre insieme, super innamorati".
Come diventa Enzo Miccio il ragazzino nato a San Giuseppe Vesuviano?
"L'unica certezza è che volevo andare via. Non stavo bene, avevo voglia di essere autonomo. La prima casa a Milano era un monolocale terribile, ma le feste più belle le ho fatte lì. La casa era tappezzata di amici, il mio ex compagno mi portava il Grignolino. I primi anni della mia vita milanese sono stati felici, ho studiato all'Istituto europeo di design, ero innamorato del bello. Poi papà mi ha aiutato a iniziare la mia prima attività. La televisione è arrivata dopo che ho iniziato a lavorare".
È stato un pioniere come wedding planner?
"In Italia era l'unico, prima una grande fatica poi ho avuto la fortuna. Facevo fatico a noleggiare un bel divano, le sedie le prendevo a Parigi, segreti miei che non volevo diffondere. Oggi ho aperto un'accademia, per passare i concetti base per esercitare la professione. Molta gente non sa cosa voglia dire fare il wedding planner, creare un progetto dai fiori alle luci".
Col suo lavoro è arrivato in televisione, ma la tv le è piaciuta: ha partecipato a Ballando con le stelle e a Pechino express.
"Sono capitate per caso. Mi sono messo in gioco a Ballando perché c'è la gara, amo la competizione e mi piace ballare anche se sono un salame. Facevo impazzire Alessandra Tripoli, sono uno che non si risparmia. Poi mi sono fratturato un piede e sono dovuto uscire per forza. Pechino era il programma della mia vita, ci sono andato perché volevo farmi conoscere, tanta gente pensa che sono uno snob, invece mi adatto a mangiare per terra. Ho sostituito Costantino ed è stata una grande responsabilità perché Costa è Pechino express. Avevo il cuore in gola, è successo tutto in 24 ore. Mi hanno aiutato tantissimo i viaggiatori, è un programma incredibile a cui lavora una squadra di cento persone".
Un sogno televisivo?
"Vorrei fare Tale e quale, adoro cantare e le trasformazioni. Sono sicuro che un maestro potrebbe farmi diventare un po' intonato. Faccio un appello a Carlo Conti: sono qui".