Tutte le trappole di 'Quelle brave ragazze'
di Antonio Dipollina, di Antonio DipollinaSenza dubbio è il programma più insolito in circolazione, ma è disseminato di trappole. La prima, il rischio di reagire prontamente dicendo che mai e poi mai nella vita potrà rivestire interesse alcuno seguire in un viaggio vacanza attraverso la Spagna le signore Orietta Berti, Sandra Milo e Mara Maionchi. Un’altra, ben più sottile, è pensare, dopo le prime due puntate (su Sky Uno) che in altro contesto e lasciate molto più libere, allora sì che quelle tre ci avrebbero fatto divertire. Quelle brave ragazze, il titolo, infatti nasce nella devozione assoluta alla forma docu-reality (nel caso, è l’esatto contrario di Pechino Express). Per cui ci si ritrova nel circuito stabilito dagli autori, che decidono che è molto divertente portare le tre signore (248 anni complessivi, il calcolo è della Maionchi) in un pub sotterraneo dove suonano band metallare – e deve salvare tutto Orietta spiegando a u…
Senza dubbio è il programma più insolito in circolazione, ma è disseminato di trappole. La prima, il rischio di reagire prontamente dicendo che mai e poi mai nella vita potrà rivestire interesse alcuno seguire in un viaggio vacanza attraverso la Spagna le signore Orietta Berti, Sandra Milo e Mara Maionchi. Un’altra, ben più sottile, è pensare, dopo le prime due puntate (su Sky Uno) che in altro contesto e lasciate molto più libere, allora sì che quelle tre ci avrebbero fatto divertire. Quelle brave ragazze, il titolo, infatti nasce nella devozione assoluta alla forma docu-reality (nel caso, è l’esatto contrario di Pechino Express). Per cui ci si ritrova nel circuito stabilito dagli autori, che decidono che è molto divertente portare le tre signore (248 anni complessivi, il calcolo è della Maionchi) in un pub sotterraneo dove suonano band metallare – e deve salvare tutto Orietta spiegando a un tizio appena uscito da una cripta che lei conosce Fedez e Achille Lauro e ci canta pure insieme. E questo ci può stare, ma il divertimento nel farle incontrare un altro tipo sovrappeso con il costume aderente dell’Uomo Ragno andrebbe spiegato, una volta che non si è riusciti a depennare l’idea in riunione.
Dopodiché è ovvio, nell’arco di una singola puntata le tre ragazze tirano fuori colpi da antologia – la Maionchi soprattutto, ma si sapeva – tra commenti improvvisati e gag su vita, amori, usi e costumi, tradizioni (Orietta: “Buonasera, sono di Reggio Emilia dove si fa il parmigiano con le vacche rosse”. E l’interlocutore spagnolo abbozza). In tutto sei puntate da un’ora, che non sono poche visto che si è abbandonata la speranza che tutto possa essere reso completamente anarchico dallo spirito delle protagoniste. E quindi bisogna seguire tutto e cogliere quei tre, quattro momenti imperdibili a puntata: forse una puntata best of finale sarebbe opportuna.
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Non solo il Molise esiste, ma nel ridente paesino di Pietracatella tengono un premio di poesia intitolato a Fabrizio De André. Quest’anno è finita male, con un giornalista locale che si è dimesso dalla giuria perché non condivide le posizioni sulla guerra del presidente della medesima, che è Vauro.