Luciana Littizzetto, ciò che i comici non possono dire
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl cerchio lo ha chiuso il senatore leghista Roberto Calderoli. Uno che per i referendum di domenica 12 sta facendo lo sciopero della fame e che alla fine lo ha detto: Luciana Littizzetto ha fatto un gran bene alla partecipazione a questa consultazione. Quindi ad attaccarla con argomenti basilari (ma proprio degni di scuola dell’infanzia o del rimetta-a-posto-la-candela di Frankenstein jr) o con interrogazioni parlamentari sono rimasti la Lega in sé, oppure altri politici a naso inviperiti con Fazio e il suo programma perché non vengono invitati. Il riepilogo di quanto accaduto da domenica a oggi è significativo: la Litti legge una letterina di due minuti e mezzo sul tema referendum. Il senso è: 1) ci sono quesiti difficili da interpretare; 2) questa cosa del referendum abrogativo per cui se sei d’accordo dici no e, se non lo sei, dici sì, ha abbondantemente stufato; 3) andrà comunque a votare perché è un diritto fond…
Il cerchio lo ha chiuso il senatore leghista Roberto Calderoli. Uno che per i referendum di domenica 12 sta facendo lo sciopero della fame e che alla fine lo ha detto: Luciana Littizzetto ha fatto un gran bene alla partecipazione a questa consultazione. Quindi ad attaccarla con argomenti basilari (ma proprio degni di scuola dell’infanzia o del rimetta-a-posto-la-candela di Frankenstein jr) o con interrogazioni parlamentari sono rimasti la Lega in sé, oppure altri politici a naso inviperiti con Fazio e il suo programma perché non vengono invitati. Il riepilogo di quanto accaduto da domenica a oggi è significativo: la Litti legge una letterina di due minuti e mezzo sul tema referendum. Il senso è: 1) ci sono quesiti difficili da interpretare; 2) questa cosa del referendum abrogativo per cui se sei d’accordo dici no e, se non lo sei, dici sì, ha abbondantemente stufato; 3) andrà comunque a votare perché è un diritto fondamentale. Tutto qui. Ma si sa come funziona oggi: all’attrice è sfuggita una frase che è suonata sinistra alla parte attempata del pubblico tv (ovvero il 99%): “Io domenica volevo andare al mare”. Echi craxiani di tre o quattro vite fa, frase entrata nell’immaginario perenne degli attempati di cui sopra. Frase-buccia di banana se qualcuno, per qualunque motivo, vive con il desiderio permanente di attaccare la Litti, Fazio e il suo programma. La sera stessa non succede niente, il giorno dopo quasi nemmeno, poi qualcuno inizia a commentare e censurare sui social: e da qui l’inevitabile. Tempo ventiquattr’ore e le proteste di quelli assai interessati — e di pochi in buona fede e che il monologo, a occhio, non lo hanno ascoltato — disegnano lo scenario di una Littizzetto che distrugge i referendum e la democrazia e come si permette una comica eccetera. Di passata, si fa notare che in versione ridotta e all’italiana, questo è quanto ci spetta, e che ci meritiamo, del dibattito planetario su correttezza e scorrettezza e su cosa i comici possono dire o non dire.
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“Quando l’acqua ti tocca il sedere allora impari a nuotare. L’ho detto in italiano”. (Mauro Corona, Cartabianca, Rai 3)