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'Reazione a catena', la formula collaudata con un po' troppa liturgia

Multischermo / Il preserale estivo in onda su Rai 1, Marco Liorni talmente a suo agio che non guasterebbe qualche derapata in più
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Il ritmo dell’uomo, delle stagioni ma soprattutto quello del quiz preserale di Rai 1. Che in settimana è tornato a essere Reazione a catena, ben più di una sostituzione estiva – e infatti si andrà avanti invadendo l’autunno e chiudendo a fine ottobre. Forse anche per questo motivo la partenza è stata prudente, zero novità e formula iper-collaudata nella sequenza dei giochi. E soprattutto dedizione totale all’uso della lingua italiana – tanto è vero che sono graditi concorrenti che hanno fatto il Classico e a una domanda che riguarda Itaca dicono “Odìsseo”, alla latina, provocando quell’attimo di sconcerto nel pubblico e nel conduttore. Che è sempre Marco Liorni, ormai talmente a suo agio al punto che non guasterebbe qualche derapata in più dalla missione di assecondare gioco, risposte e concorrenti.

All’Eredità si vive aspettando la Ghigliottina e intanto si pas…

Il ritmo dell’uomo, delle stagioni ma soprattutto quello del quiz preserale di Rai 1. Che in settimana è tornato a essere Reazione a catena, ben più di una sostituzione estiva – e infatti si andrà avanti invadendo l’autunno e chiudendo a fine ottobre. Forse anche per questo motivo la partenza è stata prudente, zero novità e formula iper-collaudata nella sequenza dei giochi. E soprattutto dedizione totale all’uso della lingua italiana – tanto è vero che sono graditi concorrenti che hanno fatto il Classico e a una domanda che riguarda Itaca dicono “Odìsseo”, alla latina, provocando quell’attimo di sconcerto nel pubblico e nel conduttore. Che è sempre Marco Liorni, ormai talmente a suo agio al punto che non guasterebbe qualche derapata in più dalla missione di assecondare gioco, risposte e concorrenti.

All’Eredità si vive aspettando la Ghigliottina e intanto si passa il tempo con domande strambe da rubrica di stranezze. A Reazione si è più ortodossi, diciamo, e gli infiniti giochi e circonvoluzioni consentite dall’uso delle parole, tra affinità, sinonimi, richiami vengono sfruttati a fondo. Il gioco clou però non è alla fine ma un po’ prima, quando della squadra di tre concorrenti uno è seduto e gli altri due gli lanciano indizi sulla parola che appare sullo schermo (come si sa, è l’unico momento di televisione nel quale da casa è meglio non guardare il televisore per mettersi alla pari del concorrente).

Peraltro è un gioco che anni fa ebbe una strepitosa parodia firmata Nuzzo e Di Biase – quando c’erano ancora programmi nei quali si potevano fare strepitose parodie. Infine, la connotazione socio-statistico-anagrafica: è un gioco per concorrenti trenta-quarantenni, al di sotto si rischia di avere gente che non coglie molti riferimenti d’epoca, al di sopra si è ormai perso lo smalto necessario per essere velocissimi nello stabilire collegamenti neuronali.

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Dalla puntata dell’altra sera di Reazione, uno spunto che risulterà gradito ai lettori. Bisognava trovare una parola che iniziasse con S e collegasse i termini “Michele” ed “Effetto”. I concorrenti, e milioni di spettatori, hanno indovinato con grande facilità e quasi gioia nel cuore.