'Un paese a dieta', se il sindaco ti toglie il pane dalla bocca
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIn tema di docureality tv quando viene diffusa la definizione "esperimento sociale" in genere bisogna fuggire a gambe levate. Con quella scusa solitamente passano frescacce inaudite, nel 98 per cento dei casi destinate al dimenticatoio. Ma il 2 per cento resiste ed esiste, produce programmi leggeri, che non impegnano, financo divertenti.
Per esempio sono appena passate sul canale Nove (e recuperabili sulla piattaforma Discovery) le due puntate di Un paese a dieta. Il titolo è fedele alla linea, si tratta di quello, il format d'origine è svizzero: si tratta di individuare un borgo di crapuloni e far lanciare dalla massima istituzione (il sindaco) un vasto programma di educazione alimentare, che consiste so…
In tema di docureality tv quando viene diffusa la definizione "esperimento sociale" in genere bisogna fuggire a gambe levate. Con quella scusa solitamente passano frescacce inaudite, nel 98 per cento dei casi destinate al dimenticatoio. Ma il 2 per cento resiste ed esiste, produce programmi leggeri, che non impegnano, financo divertenti.
Per esempio sono appena passate sul canale Nove (e recuperabili sulla piattaforma Discovery) le due puntate di Un paese a dieta. Il titolo è fedele alla linea, si tratta di quello, il format d'origine è svizzero: si tratta di individuare un borgo di crapuloni e far lanciare dalla massima istituzione (il sindaco) un vasto programma di educazione alimentare, che consiste soprattutto nell'imperativo di smetterla di ingozzarsi come cinghiali. Il fatto che si sia a un passo dal body shaming (si scherza) viene bypassato dalla cornice: che è quella gaudente di San Leo, piccolo comune in provincia di Rimini. Qui vige la legge del colesterolo come senso della vita, si pasteggia a ciccioli e tortellini e piadine e il sovrappeso complessivo della popolazione ricorda il debito pubblico nazionale. A quel punto, con telecamere in ogni dove e autori del programma in azione, il sindaco appende un manifesto per le strade e proclama la dieta del paese. Lì entrano in azione tre esperti, uno chef, una dietologa e un istruttore ginnico (che è Amaurys Perez, una qualche notorietà televisiva passata) e si mettono all'opera su un centinaio di abitanti che hanno aderito all'iniziativa. Momento clou, la pesa collettiva su enorme bilancia per bestiame.
Obiettivo, perdere, complessivamente, 500 chili. Il tentativo ovviamente riesce, passando per spunti divertenti (con la voce narrante di Gene Gnocchi), psicodrammi alimentari, sedute dieto-psicologiche e di fitness: e anche un'esilarante protesta di piazza dei ristoratori, che sembrano balneari sobillati dal Papeete. Ma appunto l'insieme è simpatico, innocuo e - va da sé - a fin di bene, fisico e non solo.
***
Da stasera la tv estiva acquista senso. Torna Techetechetè, con puntata dedicata a Monica Vitti. Si va avanti tre mesi: dopodomani, De Gregori e Venditti.