In quel tg c'è un mondo bellissimo
di Antonio Dipollina , di Antonio Dipollina“Cadendo, la goccia scava la pietra non per la sua forza, ma per la sua costanza”. C’è anche Lucrezio a chiudere la puntata settimanale con citazione, ma soprattutto ci sono le buone, buonissime intenzioni che animano ogni giovedì alle 13.30 l’appuntamento del Tg2 con la rubrica Tutto il bello che c’è. Venti minuti svelti ma pieni del mondo come dovrebbe essere: siamo lontani dai tempi in cui il Tg2 fedelissimo alla linea in uno spazio chiamato così ci avrebbe messo un servizio sull’ideologo Bannon che fa la spesa al supermercato oppure rare immagini della cresima di Orban. Tutto si è un po’ diluito, in attesa di ridefinizioni politiche in arrivo e della ripartenza autunnale.
Quindi quello condotto da Silvia Vaccarezza è uno spazio che si rifà al mito antico del giornale fatto solo di belle notizie, che infonde speranza e non paura a chi guarda oppure, in questo caso, che riaccende un minimo di…
“Cadendo, la goccia scava la pietra non per la sua forza, ma per la sua costanza”. C’è anche Lucrezio a chiudere la puntata settimanale con citazione, ma soprattutto ci sono le buone, buonissime intenzioni che animano ogni giovedì alle 13.30 l’appuntamento del Tg2 con la rubrica Tutto il bello che c’è. Venti minuti svelti ma pieni del mondo come dovrebbe essere: siamo lontani dai tempi in cui il Tg2 fedelissimo alla linea in uno spazio chiamato così ci avrebbe messo un servizio sull’ideologo Bannon che fa la spesa al supermercato oppure rare immagini della cresima di Orban. Tutto si è un po’ diluito, in attesa di ridefinizioni politiche in arrivo e della ripartenza autunnale.
Quindi quello condotto da Silvia Vaccarezza è uno spazio che si rifà al mito antico del giornale fatto solo di belle notizie, che infonde speranza e non paura a chi guarda oppure, in questo caso, che riaccende un minimo di fiducia un minuto dopo che si è chiusa l’edizione normale del Tg, nella quale ci si è angosciati tutti insieme per mezz’oretta almeno. Per cui passano servizi in cui i macelli per animali chiudono evitando inutili sofferenze, iniziative artistiche che coinvolgono i bambini ucraini, la storia di quello che vive su un albero e così via.
Niente ironia: l’iniziativa è benemerita e di nobili origini e intenti. Non che qualunque tg non cerchi di chiudere ogni edizione con momenti di pausa fiduciosa o divertimento, ma si sa che il core business sta altrove. E mentre esiste e fiorisce la cronaca nera, o la letteratura poliziesca, non si ha notizia di filoni narrativi che descrivono a lungo servizi che funzionano o situazioni idilliache. Verrebbe la tentazione di pensare anche a un talk show con tutto il bello che c’è, ospiti gentili e pacata in studio che fanno precedere ogni ragionamento da un apprezzamento magari anche fisico all’interlocutore, ma qui si andrebbe troppo lontano. E insomma i buoni e chi ci tiene al bene rimangono specie protetta, con spazi appositi.
***
“Ieri mi sono scordato di scrivere su Twitter che c’era la puntata nuova di Una Pezza di Lundini e ora ho visto gli ascolti. Almeno un paio di persone in più del solito”. (Valerio Lundini, su Twitter)