Elvis Presley, una storia monumentale
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaBisogna valutare se l’imminente uscita al cinema del film di Baz Luhrmann (Elvis) innescherà una febbre, post-datata di parecchio. Ma intanto domenica sera il canale Nove ha mandato in unica soluzione le tre ore del film-documentario più completo – e per la prima volta visibile in chiaro. È del 2018, targato Hbo, lo ha firmato un eccelso documentarista di musica come Thom Zimny (che avendo collaborato con Springsteen ha potuto agevolmente portare il Boss a commentare, solo in voce, vari passaggi del lavoro) e tutto è nato dalla volontà perseguita alcuni anni prima da Priscilla Presley di arrivare a un racconto davvero che fosse davvero completo, per quanto agiografico il giusto, per forza di cose. Ma per chi si appresta ad andare al cinema per vedere Tom Hanks nella parte del Colonnello Parker e Austin Butler in quella del protagonista, il doc è un discreto spot. Titolo in originale The Searcher, in italiano Elvis: un mito senza te…
Bisogna valutare se l’imminente uscita al cinema del film di Baz Luhrmann (Elvis) innescherà una febbre, post-datata di parecchio. Ma intanto domenica sera il canale Nove ha mandato in unica soluzione le tre ore del film-documentario più completo – e per la prima volta visibile in chiaro. È del 2018, targato Hbo, lo ha firmato un eccelso documentarista di musica come Thom Zimny (che avendo collaborato con Springsteen ha potuto agevolmente portare il Boss a commentare, solo in voce, vari passaggi del lavoro) e tutto è nato dalla volontà perseguita alcuni anni prima da Priscilla Presley di arrivare a un racconto davvero che fosse davvero completo, per quanto agiografico il giusto, per forza di cose. Ma per chi si appresta ad andare al cinema per vedere Tom Hanks nella parte del Colonnello Parker e Austin Butler in quella del protagonista, il doc è un discreto spot. Titolo in originale The Searcher, in italiano Elvis: un mito senza tempo, il tutto recuperabile sulla piattaforma Discovery. Anche chi è tiepidamente disposto a immergersi nella rievocazione dovrebbe però almeno iniziare la visione: quella prima parte che racconta con dettagli e nomi inestimabili l’innamoramento dell’Elvis ragazzino per gospel, blues e musica nera, le peregrinazioni nei locali strani dove i neri suonavano e cantavano nell’America del sud, il tutto ha un sapore davvero rivoluzionario e fa respirare buonissima aria dentro una storia dai sapori forti. Ovvio, poi si passa al successo planetario (e il gesto rivoluzionario diventa quello di andare per la prima volta all’Ed Sullivan Show della tv e, invece di scatenarsi, cantare la canzone gospel preferita da mamma Presley, per fare colpo). Il militare, Priscilla, il Colonnello Parker: sfila una storia quasi monumentale, per quanto interrotta malamente a 42 anni. E sì, alla fine di tutto, rimane intatta, anzi cresce, la voglia di andare al cinema a vedere com’è questo Elvis.
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È confermata la seconda stagione della serie coreana Squid game, quella del gioco nel quale i partecipanti per disperazione affrontano prove terribili. Nel primo episodio, i concorrenti pagano l’Imu e poi vanno a fare il pieno di gasolio.