Caro Cattelan, stai attento al trappolone
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaFormula di tre serate, dal martedì al giovedì (Rai 2) è partito il – sospirato – late show dell’Alessandro Cattelan versione Rai. Grandi fatiche, ascolti così, ci vorrà tempo. E soprattutto, per gli osservatori in agguato c’è la trappola spalancata dell’elencare il perché e il percome, quella cosa non va, quell’altra un po’ meglio e poi la Rai e il passato su Sky – dove il late show era un divertissement settimanale con cui giocare agli eterni ragazzi. Le trappole sono fatte per cascarci, quindi come minimo si può dire che ben lungi dall’essere strutturato come il programma che mancava (tre serate per un late sono il minimo sindacale, e servirebbe non si dice la diretta ma qualcosa che dia il senso della chiusura di giornata insieme al pubblico) la fede incrollabile di Cattelan e del suo gruppo nel mood di sempre, il cazzeggio con ospiti che piacciono al conduttore e anche i g…
Formula di tre serate, dal martedì al giovedì (Rai 2) è partito il – sospirato – late show dell’Alessandro Cattelan versione Rai. Grandi fatiche, ascolti così, ci vorrà tempo. E soprattutto, per gli osservatori in agguato c’è la trappola spalancata dell’elencare il perché e il percome, quella cosa non va, quell’altra un po’ meglio e poi la Rai e il passato su Sky – dove il late show era un divertissement settimanale con cui giocare agli eterni ragazzi. Le trappole sono fatte per cascarci, quindi come minimo si può dire che ben lungi dall’essere strutturato come il programma che mancava (tre serate per un late sono il minimo sindacale, e servirebbe non si dice la diretta ma qualcosa che dia il senso della chiusura di giornata insieme al pubblico) la fede incrollabile di Cattelan e del suo gruppo nel mood di sempre, il cazzeggio con ospiti che piacciono al conduttore e anche i giochi per coinvolgerli si sta scontrando con l’ambiente intorno. Ovvero, Cattelan ha debuttato come se su Rai 2 ci fosse sempre stato un programma così e il pubblico fosse lì ad aspettare. Sprofondando del tutto nella trappola di cui sopra: serviva probabilmente un avvio più glamouroso con ospiti imponenti per il lancio. Quelli carini, di tendenza e che piacciono ai social non reggono tempo e luogo, almeno finché il programma non si impone. E il pubblico boomer (quello c’è: se ci sono quarantenni alla tv è ormai un miracolo) ha il diritto di rimanere perplesso: l’altra sera c’era Lazza, e va bene abbozzare al fatto che sia famosissimo e in testa a tutte le classifiche da anni, ma che si poi finisca alla gara di barzellette di cui la prima aveva appunto quarant’anni e altre erano di atroce volgarità, forse è un po’ troppo. Ovviamente c’è anche del buono (del resto c’era del buono anche nel Da grande di Rai 1, tranne Rai 1) ovviamente ci sarà tempo, ma sembra uno di quei casi nei quali una decisa sterzata e più ambizione non ci starebbero male. O chissà.
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Attilio Romita, glorioso ex mezzobusto del Tg1, a 70 anni è finito al Grande fratello vip. E già si lamenta perché quelli del programma non se lo filano. Seguiteci per altre notizie imperdibili.