✕

'Grande Fratello Vip', quegli attori che non sanno indossare neanche la maschera dell’ipocrisia

Il reality di Canale 5 e il caso Bellavia
1 minuti di lettura

Senza avere visto mezza puntata del Grande Fratello, il moralista in servizio permanente può immaginare ciò che potrebbe indignarlo. Intervenendo su Facebook sul cosiddetto “caso Bellavia”, è bene perciò che premetta che la trasmissione lui non la vede, non l’hai mai vista. Sfiorando così il sublime, o il ridicolo. Materia, per l’appunto, da reality show.

La nuova edizione di quello in onda su Canale 5 è cominciata con una reprimenda del conduttore, Alfonso Signorini, indirizzata ai concorrenti rei di avere infierito con opere e allusioni sul loro compagno di squadra Marco Bellavia, volto della tv per ragazzi degli anni 80-90. Entrato nella casa…

Senza avere visto mezza puntata del Grande Fratello, il moralista in servizio permanente può immaginare ciò che potrebbe indignarlo. Intervenendo su Facebook sul cosiddetto “caso Bellavia”, è bene perciò che premetta che la trasmissione lui non la vede, non l’hai mai vista. Sfiorando così il sublime, o il ridicolo. Materia, per l’appunto, da reality show.

La nuova edizione di quello in onda su Canale 5 è cominciata con una reprimenda del conduttore, Alfonso Signorini, indirizzata ai concorrenti rei di avere infierito con opere e allusioni sul loro compagno di squadra Marco Bellavia, volto della tv per ragazzi degli anni 80-90. Entrato nella casa in condizioni psicologiche non facili, Bellavia ha parlato del suo «dolore mentale» e ha apertamente chiesto aiuto agli altri concorrenti. Che in larga parte non solo non hanno raccolto, ma lo hanno irriso, dileggiato, nei fatti bullizzato. Lui, giustamente, ha abbandonato il reality (era il caso che partecipasse? Questa è un’altra storia).

Gli sponsor hanno preso le distanze dal programma, l’ordine degli psicologi ha aperto un’istruttoria, l’hashtag #iostoconbellavia è esploso. Il conduttore ha strigliato i concorrenti (due sono stati espulsi): salvo poi consolarli, con poca coerenza. Lacrime di coccodrillo sulla stessa “gogna social” intorno a cui si è giocata la puntata. Ma sarebbe bene che i concorrenti riuscissero per una volta a guardarsi nello specchio: non in quello deformato della Rete, né in quello del confessionale. In quello del bagno di casa.

L’amara verità di cui si sono fatti araldi è che i bulli non sono solo ragazzini. Benvenuti bulli adulti! Nel mucchio ci sono anche quelli con una carriera artistica: con un mestiere che dovrebbe spingerli a indossare, sopra la faccia di bronzo, una maschera compassionevole. Niente. Il safari televisivo fra gli stronzi orgogliosi di essere tali ce li svela disabituati alla forma e al buon senso - al punto da non nascondersi più nemmeno dietro al paravento dell’ipocrisia.