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(ansa)

Musica in tv, un paradiso targato Arbore

Multischermo / 'Appresso alla musica', uno scrigno di tesori live su Rai 5
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Mannaggia alla musica, come nella canzone. E il papà di Renzo Arbore diceva al figlio irrequieto: "Stai sempre appresso alla musica". Adesso Appresso alla musica, sottotitolo In due si racconta meglio, è il nuovo programma arboriano, con il fidato Gegè Telesforo. Rai 5, alle 22.40, dal lunedì al venerdì, in replica il giorno dopo alle 18 e soprattutto, via via, su RaiPlay una sorta di pacchetto-collezione da brividi. La storia è nota: Arbore che mette insieme il meglio, o quello che più gli piace, di un enorme scrigno di cose di musica in tv, mutuate soprattutto dal leggendario D.O.C. (fine anni 80). Ma anche archivio personale, altri programmi, esibizioni con l'Orchestra. La costante, in scena dev'esserci qualche gigante della musica arrivato a esibirsi live.

Mannaggia alla musica, come nella canzone. E il papà di Renzo Arbore diceva al figlio irrequieto: "Stai sempre appresso alla musica". Adesso Appresso alla musica, sottotitolo In due si racconta meglio, è il nuovo programma arboriano, con il fidato Gegè Telesforo. Rai 5, alle 22.40, dal lunedì al venerdì, in replica il giorno dopo alle 18 e soprattutto, via via, su RaiPlay una sorta di pacchetto-collezione da brividi. La storia è nota: Arbore che mette insieme il meglio, o quello che più gli piace, di un enorme scrigno di cose di musica in tv, mutuate soprattutto dal leggendario D.O.C. (fine anni 80). Ma anche archivio personale, altri programmi, esibizioni con l'Orchestra. La costante, in scena dev'esserci qualche gigante della musica arrivato a esibirsi live.

Prima puntata, passa James Brown e in via Teulada si mette a sudare Sex Machine, con band e gente impazzita intorno. Oppure c'è Dizzie Gillespie, lui, che va di scat insieme al giovane Telesforo, o Lucio Dalla che smonta il clarinetto e produce performance vocale. Se proprio ci fosse qualcuno che insiste a tacciare di nostalgismo e inutilità o addirittura pericolosità una simile operazione, basta far scattare il pernacchio con gesto d'accompagnamento. Arbore parla vezzosamente di modernariato ma è assai di più. E dice: "Vorrei che queste cose del passato fossero anche stimolo per chi fa musica oggi". Magari. Ed erano quei tempi: D.O.C. andò in onda per quasi 400 puntate, c'è il paradiso in Terra lì dentro. Un programma che, se venisse proposto a un attuale dirigente tv (anche per questioni di budget, ovvio) bisognerebbe poi chiamare uno specialista in traumi psicologici. Il best of che Arbore ha allestito - e che potrebbe durare per una decina di edizioni, a occhio - è quasi un atto dovuto. Se poi c'è chi fa il difficile e preferisce di no, liberissimo, per carità.
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Lo scrigno arboriano contiene di tutto. Nelle interviste di presentazione il conduttore ha ricordato l'aneddoto che riguarda Romano Mussolini, jazzista d'epoca. Un collega gli fissò un appuntamento a Milano e propose piazzale Loreto. Risposta: "Non mi sembra il caso".