“Il collegio” l’esperimento che resiste
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaNelle ultime edizioni quelli de Il collegio (Rai 2) si erano avvicinati troppo pericolosamente a tempi recenti, ambientando il docureality anche negli anni 90: non era stata una buona idea, c'è caso che la scuola in quel periodo fosse già qualcosa di inafferrabile e ben poco identitaria. Molto meglio, come in questa settima edizione (il martedì sera) tornare alle origini, stavolta al 1958. La qual cosa permette ad esempio di far tornare in scena l'olio di fegato di merluzzo (ai tempi venne anche offerto in conferenza stampa, e non sono cose che si dimenticano). Oppure le dinamiche - in sé micidiali - dei ragazzi di oggi, loro, alle prese con la ferrea disciplina, insegnanti bacchettoni e bacchettanti, spesso autentiche macchiette recitate, trovano qualche giustificazione in più. Già i virgulti devono rinunciare allo smartphone, devono stare attenti a essere brillanti altrimenti nella vita non diventeranno mai influencer: se poi arriva …
Nelle ultime edizioni quelli de Il collegio (Rai 2) si erano avvicinati troppo pericolosamente a tempi recenti, ambientando il docureality anche negli anni 90: non era stata una buona idea, c'è caso che la scuola in quel periodo fosse già qualcosa di inafferrabile e ben poco identitaria. Molto meglio, come in questa settima edizione (il martedì sera) tornare alle origini, stavolta al 1958. La qual cosa permette ad esempio di far tornare in scena l'olio di fegato di merluzzo (ai tempi venne anche offerto in conferenza stampa, e non sono cose che si dimenticano). Oppure le dinamiche - in sé micidiali - dei ragazzi di oggi, loro, alle prese con la ferrea disciplina, insegnanti bacchettoni e bacchettanti, spesso autentiche macchiette recitate, trovano qualche giustificazione in più. Già i virgulti devono rinunciare allo smartphone, devono stare attenti a essere brillanti altrimenti nella vita non diventeranno mai influencer: se poi arriva il latino da imparare o se gli autori - che marpioni - dovendo mandare una supplente ne scovano una che richiama certi omonimi film d'epoca, allora tutto si conforma alla missione originaria. A quel punto bisogna superare la scena del taglio dei capelli nella quale tutti si disperano o piangono isterici, come se non lo sapessero prima: se si riesce a non frantumare il televisore lì, il più è fatto. E si arriva perfino ad apprezzare certi passaggi con gli autori più ispirati (l'Avviamento Professionale!) o a capire perché Il collegio figura come unico esperimento del genere riuscito, e per ora resistente, in Rai: oltre a essere diventato un raro esempio di tv generalista che di giovani alla tv ne richiama parecchi. Per la voce narrante è arrivato Nino Frassica, che se viene lasciato libero è un conto, se deve leggere un testo altrui allora tutto s'ammoscia, di giorno e la notte pure.
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Per esempio, Frassica e la dipendenza da smartphone: "Tempo fa mi hanno proposto di restare un giorno senza telefonino e io ho detto: ce la posso fare. E ce l'ho fatta. Poi mi hanno proposto una settimana. Idem. Poi un mese senza: e ci sono riuscito. Però era il 1984...".