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'Il mistero Moby Prince', un'inchiesta vecchio stile

Multischermo / In onda su Rai 2 ricostruisce, 31 anni dopo, l'incidente che coinvolse il traghetto nel quale morirono 141 persone
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La storia degli scorsi decenni è punteggiata da tragedie collettive, ma quando si dice Moby Prince il tono di tutto quanto sale e arriva ad avvolgere un episodio che è dentro la memoria, ma di cui è quasi impossibile ricostruire l'insieme. Non è quindi il solito doc, anche per l'efficacia di chi ha lavorato sul tema, questo Il mistero Moby Prince, passato ieri sera su Rai 2. Firmato da Salvatore Gulisano, prodotto da Stand By Me per Rai Documentari, è davvero un'inchiesta vecchio stile, dove ogni goccia di lavoro ha prodotto qualcosa, e il risultato si nota a ogni passo di racconto.

Aprile 91, una sera, da Livorno salpa alla volta di Olbia il traghetto Moby Prince, poco al largo c'è lo speronamento con la petroliera Agip Abruzzo. Da lì è l'inferno nella peggiore delle sue forme. Siamo a olre 31 anni di indagini, per provare a risarcire in qual…

La storia degli scorsi decenni è punteggiata da tragedie collettive, ma quando si dice Moby Prince il tono di tutto quanto sale e arriva ad avvolgere un episodio che è dentro la memoria, ma di cui è quasi impossibile ricostruire l'insieme. Non è quindi il solito doc, anche per l'efficacia di chi ha lavorato sul tema, questo Il mistero Moby Prince, passato ieri sera su Rai 2. Firmato da Salvatore Gulisano, prodotto da Stand By Me per Rai Documentari, è davvero un'inchiesta vecchio stile, dove ogni goccia di lavoro ha prodotto qualcosa, e il risultato si nota a ogni passo di racconto.

Aprile 91, una sera, da Livorno salpa alla volta di Olbia il traghetto Moby Prince, poco al largo c'è lo speronamento con la petroliera Agip Abruzzo. Da lì è l'inferno nella peggiore delle sue forme. Siamo a olre 31 anni di indagini, per provare a risarcire in qualche modo quei 141 morti, due Commissioni parlamentari d'inchiesta, la seconda ha presentato le sue conclusioni nello scorso settembre. E si vedrà, ma troppo si è già visto, tra fatalità impossibili da accettare e soprattutto la verità altrettanto impossibile, chissà quanto nascosta - vedi la terza nave, come appunto da ultime conclusioni della Commissione. Ma Il Mistero Moby Prince vive anche delle testimonianze a tappeto - ne parla per la prima volta l'armatore Vincenzo Onorato, passa in qualità d'esperto Gregorio De Falco, quello che invitò Schettino con una certa decisione a tornare a bordo. Il guaio è che a bordo ci tornano sempre in pochi, e soprattutto ci restano le 141 vittime, liquidate quella sera come senza scampo e invece chissà, provandoci. Una marea di spunti, alla fine lo sconcerto che rimane: e soprattutto uno dei testimoni presente in una lunga intervista frammentata nel lavoro: Angelo Chessa, figlio del comandante, serio, pacato, motivato e puntuale. In quella che, viene ricordato alla fine, è stata la sua ultima intervista prima di andarsene sconfitto dal male, un male che arrivava da lontano, decenni fa.


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Nicola Porro: "Il fatto è che stiamo sentendo e ascoltando un mare di stronzate, scusa la volgarità".
Mario Giordano: "Vai!".
(Fuori dal Coro, Rete 4).