Bugie e propaganda un doc racconta la strategia del Duce
di Silvia Fumarola , di Silvia FumarolaGioele Dix, all'anagrafe David Ottolenghi, è il filo conduttore e il narratore di un viaggio che esplora gli anni del fascismo e la figura di Benito Mussolini. Alla fine racconta di suo nonno Maurizio, ebreo, un ragazzo elegante nella foto incorniciata. "Gli piaceva il piglio di Mussolini" spiega l'attore "pensa che il Duce possa fare molte cose buone. Nel 1938 le leggi razziali lo trasformano in un cittadino di serie B, nel 1943 scappa in Svizzera con moglie e figli, tra cui mio padre. Meno male che è stato capace di ricredersi in tempo, perché altrimenti non starei qui". Suscita domande e riflessioni il documentario Mussolini ha fatto anche cose buone? Propaganda di ieri e fake news di oggi, il 27 ottobre su Sky Documentaries, in streaming su Now.
Ideato da Pietro Suber (che lo ha scritto con Luca Cambi), diretto da Simona Risi - prodotto da 3D Produzioni - ripercorre…
Gioele Dix, all'anagrafe David Ottolenghi, è il filo conduttore e il narratore di un viaggio che esplora gli anni del fascismo e la figura di Benito Mussolini. Alla fine racconta di suo nonno Maurizio, ebreo, un ragazzo elegante nella foto incorniciata. "Gli piaceva il piglio di Mussolini" spiega l'attore "pensa che il Duce possa fare molte cose buone. Nel 1938 le leggi razziali lo trasformano in un cittadino di serie B, nel 1943 scappa in Svizzera con moglie e figli, tra cui mio padre. Meno male che è stato capace di ricredersi in tempo, perché altrimenti non starei qui". Suscita domande e riflessioni il documentario Mussolini ha fatto anche cose buone? Propaganda di ieri e fake news di oggi, il 27 ottobre su Sky Documentaries, in streaming su Now.
Ideato da Pietro Suber (che lo ha scritto con Luca Cambi), diretto da Simona Risi - prodotto da 3D Produzioni - ripercorre il fascismo indagando la creazione del personaggio Benito Mussolini, attraverso la propaganda e la "fabbrica del consenso". "È un percorso che ho iniziato una decina di anni fa" spiega Suber, "quando raccontai la storia di Pietro Terracina e Sami Modiano, amici per 70 anni. Poi ho realizzato un altro documentario in occasione degli 80 anni delle leggi razziali, 1938 Quando scoprimmo di non essere più italiani e Lili Marlene - La guerra degli italiani, su storie meno raccontate della Seconda guerra mondiale. I testimoni sono fondamentali, c'è tanto lavoro di ricerca".
Diviso in capitoli, il nuovo lavoro segue l'ascesa di Mussolini - dalle bonifiche (parlano i discendenti di chi bonificò l'Agro pontino), all'introduzione della previdenza sociale, alla propaganda attraverso le foto e il cinema. Fondamentali le figure degli storici, da Francesco Filippi, autore del libro Mussolini ha fatto anche cose buone (Bollati Boringhieri) a Alessandro Barbero, Claudio Siniscalchi, Giordano Bruno Guerri, Carlo Greppi, Roberto Chiarini, Guido Melis. La cinematografia è l'arma piu forte. "C'è molto razzismo nella cinematografia italiana" osserva Siniscalchi, "diventiamo un Paese razzista, potremmo chiamarlo 'razzismo coloniale'". Nel film Harlem gli ebrei vengono indicati come "falsi bianchi", diventerà il più censurato di sempre.
'Mussolini ha fatto anche cose buone?' - 'Prima del '38' la clip in anteprima
Ada Algranati ricorda come la sua fosse "una famiglia spensierata prima del 1938. Eravamo ebrei, io ero Piccola italiana, mio fratello era balilla e mio padre aveva il brigidino, il segno all'occhiello dei fascisti se no non poteva essere direttore di banca. Il 5 maggio 1938 vado come Piccola italiana a salutare a Firenze Mussolini e Hitler, non sapendo che l'estate sarebbero arrivate le leggi razziali. Oggi se sento la voce del Duce in tv mi vengono i brividi". David Cassuto racconta che quando la madre tornò dopo la deportazione, non la riconobbe. Il dolore è incaccellabile. Giordano Bruno Guerri dice che "il fascismo affascina le giovani generazioni per ignoranza". Suber, si rivolge ai giovani? "Spero che questo documentario faccia discutere. Tanti hanno avuto un fascista in famiglia, e quel periodo resta un tabù".